ridurre laplastica: 12 modi semplici

12 modi per ridurre la plastica senza fatica

10/12/2018 , In: STYLE , With: 2 Comments
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Questo non è un post su come vivere “plastic free”. Certamente sarebbe una buona cosa, ma è senza dubbio molto impegnativo e comporta un cambiamento radicale nello stile di vita. Tutto questo offre su un piatto d’argento, la scusa perfetta per non fare assolutamente niente, o comunque molto poco. A volte si parte iper motivati, con il mantello da supereroe che salverà il mondo, ma quando si inizia a fare troppa fatica, si torna alle INsane vecchie abitudini. Ridurre la plastica può non comportare stravolgimenti nel nostro stile di vita.

Con questo post vorrei arrivare a far dire: “be’ dai, questo posso farlo anche io, non ci ho mai pensato!”.

Una volta fatte nostre determinate abitudini che non comportano particolare fatica, si potrà sempre aumentare il grado di impegno fino al livello che riteniamo fattibile per noi. Ci sarà sempre qualcuno che farà “meglio” di noi, non si tratta di una gara, nè di giudicare nessuno… si tratta di FARE, ognuno, qualcosa.

Se ti stai chiedendo come mai quello che stiamo facendo già non basti, leggi questo articolo che spiega molto bene dove vada a finire gran parte della plastica (nell’ordine di milioni di tonnellate) che consumiamo.

ridurre la plastica - inquinamento

RIDURRE LA PLASTICA: LE BASI

Partiamo dalle basi, che non inserirò nell’elenco, perché queste DOVETE già averle fatte vostre ormai da anni.

– Di sicuro stai già facendo una corretta raccolta differenziata per riciclare la plastica che consumi.

– Altrettanto certamente fai la spesa con sacchetti riutilizzabili per non doverne prendere ogni volta (se anche non sono più in plastica, lo spreco di risorse è enorme e inutile)

– Mi rifiuto di credere che utilizzi piatti, bicchieri e posate in plastica monouso

ridurre la plastica al supermercato

Certo, tutte queste attenzioni le hai già, e dopo un primo momento di “confusione”, sono diventate scontate e hanno smesso di essere un peso.

Ma se già ci impegnamo con queste attenzioni, è davvero necessario ridurre ulteriormente? Risposta breve e chiara: assolutamente sì.

Vediamo quindi cosa possiamo fare per andare un passo oltre e aggiungere qualche nuova piccola attenzione.

RIDURRE LA PLASTICA: 12 CONSIGLI
1- Se c’è, scegli la confezione senza plastica.

Sembra un’ovvietà, ma spesso, nello stesso scaffale al supermercato, di fianco a un prodotto che abbiamo sempre comprato confezionato in plastica, ce n’è uno senza. Es: biscotti in confezioni di carta, olio di semi in bottiglia di vetro, yogurt in vasetti di vetro, detersivo in polvere in confezione di cartone, pasta ecc… Occhi aperti, quindi!

2- Quando l’alternativa non c’è, chiediti se ne hai davvero bisogno.

Ieri stavo per prendere un sacchetto di amido di riso per il bagno. È una cosa che non avevo mai preso, ma che mi incuriosiva da tempo. La confezione, tuttavia, era un sacchetto di plastica e la risposta alla domanda “ne ho davvero bisogno” è stata “direi proprio di no”, per cui è rimasto sullo scaffale e ho risparmiato 5€. Win-win

3- Prendi salumi e formaggi al banco, evitando le alternative preconfezionate.

Tornerai a casa con gli acquisti avvolti in qualche foglio di carta (puoi chiedere di non separare gli strati dei salumi con fogli di plastica) invece che in vaschette e polistirolo.

4- Evita pane confezionato.

Oltre a essere pieno di conservanti, è sempre impacchettato in sacchetti di plastica. Io per tanto tempo ho preso pane per toast per la colazione e in 6 ne consumiamo parecchio. Da diverso tempo, ormai, il pane lo faccio io e ho risolto il problema. Se hai voglia e tempo, prepara il pane a casa, altrimenti, vai dal panettiere, che ti metterà il pane in sacchetti di carta.

Questa è la ricetta che a casa mia va per la maggiore, ma voglio lasciarti altre due idee, della mia amica Cristina, per quando avrai voglia di qualcosa di diverso: un pane al pomodoro a lievitazione naturale e un, insolito quanto delizioso, pane al cocco velocissimo.

5- Evita frutta e verdura confezionate.

Ormai i reparti di frutta e verdura di ogni supermercato hanno sostituito i sacchetti di plastica con quelli biodegradabili. Tuttavia, per ragioni sconosciute a noi comuni mortali, spesso i prodotti stessi vengono avvolti in plastica. Hai presente i broccoli? Ecco. Cosa ancora più strana, spesso sono i prodotti biologici ad avere confezioni extra, immancabilmente in plastica. Non posso pretendere di capire, ma posso lasciarglieli lì.

Se puoi, rifornisciti nei mercati locali, (così sarai anche sicuro di acquistare frutta e verdura di stagione) oppure dal fruttivendolo; se l’unica alternativa che hai è la grande distribuzione, sii selettivo.

5- Ricordati del macellaio.

Guarda il banco carni di qualsiasi supermercato. Una distesa di vaschette e fogli di plastica a protezione di piccole porzioni di carne, che per un ragu, andandoci leggeri, ci si porta a casa mezza borsa di polistirolo e di fogli in plastica. Dal macellaio, oltre a trovare carne della zona, le confezioni consistono in semplici fogli di carta. Ricordate, però, di andare con un vostro sacchetto per portare a casa gli acquisti.

6- Scegli, giocattoli in materiali naturali per i bambini.

A volte, con bambini, si tende ad acquistare un gran numero di giocattoli, moltissimi dei quali, sono interamente o in parte costituiti da plastica. Lo scorso Natale mi sono trovata a osservare come i bambini fossero sopraffatti dalla quantità di pacchetti ricevuti. I regali venivano scartati e non c’era tempo di osservarli e goderseli, perchè c’erano da aprire gli altri; un turbinìo di carta strappata, grida isteriche e stress. Ho giurato a me stessa che non sarebbe mai più successo e che, anche se si fa un’unica festa con tutti i nonni e gli zii, il numero dei regali sarà ridotto al minimo.

Questa corsa all’albero di natale sommerso di regali non è sana, nè per noi, nè per i bambini. All’aumentare del numero di doni, diminuisce il valore che viene dato al singolo regalo e, parallelamente, come è ovvio, aumenta il nostro impatto sull’ambiente. Meglio scegliere pochi regali, possibilmente semplici (cosicchè possano stimolare la fantasia dei piccoli) e in materiali naturali. Scoprirai anche che contribuiranno ad “arredare” la casa e daranno alla cameretta un’atmosfera pulita e ordinat, molto più che oggetti sfavillanti dai mille colori, che dopo pochi mesi avranno l’aria di essere lì da secoli.

ridurre la plastica nei giocattoli

7- Rinuncia ai gadget.

Anche se te lo stanno regalando, dì “no grazie”. Intanto, perché 99% di questi “regali” è qualcosa di cui non hai bisogno e che finirà nella spazzatura nel giro di qualche giorno e poi perché, se lo facessimo in tanti, sarebbe un messaggio forte alle aziende perché trovino modi alternativi di farsi pubblicità.

8- Bevi acqua del rubinetto e usa contenitori riutilizzabili per portarla con te.

Nella stragrande maggioranza del nostro Paese, l’acqua dell’acquedotto è ottima e sottoposta a controlli ancora più rigidi rispetto a quella in bottiglia. Abituati a berla e avrai dato un grosso colpo al tuo consumo di plastica.

Sostituisci le tipiche bottigliette d’acqua per quando sei in giro, con borracce o contenitori riutilizzabili; ce ne sono anche di davvero belle!

9- Sostituisci il vecchio spazzolino con alternative green.

Forse non ci hai mai pensato, ma esistono diverse alternative green allo spazzolino da denti. Tatiana ha scritto un post molto esaustivo sulle alternative green agli spazzolini tradizionali.

10-Scopri prodotti per il bagno che non hanno bisogno di confezioni in plastica.

Sapevi che prodotti come dentifricio, shampo, balsamo, ecc… esistono anche in versione solida, senza confezioni in plastica? Io, guro, l’ho scoperto pochissimo tempo fa e vi assicuro che sono da anni attenta al mio impatto sull’ambiente. Della cara vecchia saponetta, poi, dobbiamo parlarne?

11-Niente cannuccia in plastica

Se al bar ordini un succo o un cocktail, specifica già al momento dell’ordine di portarlo senza cannuccia. Se hai bambini e loro la vorrebbero (tipico) spiegagli come mai lo ordinate senza e rendili orgogliosi apprezzando questo loro importante contributo.

Mai sentito la massima: “è solo una cannuccia… dissero 8 milardi di persone”?

Tra l’altro, a proposito di cannucce e bambini, potreste trovare spunti utili per l’organizzazione di una festa per bambini ecosostenibile in questo post.

12- Cerca di evitare, quando possibile, di indossare plastica.

Scegli principalmente abbigliamento in materiali naturali e limita al massimo capi sintetici (per esempio comprali solo per abbigliamento tecnico).

Se non la conosci, ti rimando al blog di Angela (Con cosa lo metto), che ha sempre tantissimi consigli per noi comuni mortali in fatto di moda.

Qui parla proprio delle fibre naturali, di come sceglierle e come indossarle. E se curiosi un po nel suo blog, trovi una sezione dedicata alla moda sostenibile… e darci un’occhio non fa male.

RIDURRE LA PLASTICA NON E’ DIFFICILE

Ti sembrano consigli banali? E’ esattamente quello che intendono essere. Perché ridurre la plastica, almeno fino ad un certo grado, non comporta alcuna fatica o impegno particolare. Si tratta semplicemente di porre l’attenzione su determinati automatismi che abbiamo sempre avuto e correggerli cercando l’alternativa. Sono banali, ma troppo spesso non ci si pensa e si procede per abitudine.

A proposito di “non ci si pensa”, in questo bellissimo post di Cristina, a tema “riduzione plastica”, trovi una utilissima check list da stampare e appendere in casa. Avrai sempre sott’occhio tantissime piccole azioni quotidiane che ridurranno consistentemente il tuo impatto ambientale!

Io credo che dovremmo anche sentire l’importanza delle nostre azioni come esempio verso i nostri figli, perchè crescano con una sensibilità maggiore rispetto alla nostra. Tra pochi giorni sarà Natale, quindi ti lascio il link a un post che ho trovato davvero utile e ricco di spunti, per vivere un Natale con i bambini all’insegna della sostenibilità.

Che dici, vale la pensa provare?

  1. IL 3, il 4 ed il 5 non sono alternative equivalenti: se scelgo il confezionato è solo perchè ho bisogno che mi duri per più tempo, dunque se compro al banco non confenzionato non ottengo lo stesso effetto. Inoltre la carta con cui avviolgono salume e carne è oleosa e non è smaltibile nè con carta nè con plastica, va nell’indiferrenziato, che io sappaia.
    Alcuni indumenti sintetici, poi, sono prodotti dal riciclo di plastiche, altrimeni inutili, mentre non sempre le alternative naturali sono anche così sostenibili come sembrano. A parte queste piccole osservazioni, concordo!!! Grazie per i consigli!

      • Marianna
      • 13/12/2018
      Rispondi

      Ciao!
      Grazie per il messaggio.
      Prendevo anche io il pane per toast per lo stesso motivo. Ora lo faccio io. Un piccolo bauletto ogni 2 giorni circa… Sembra un lavorone a chi non l’ha mai fatto, ma davvero ci vuole un attimo. Impasto prima o dopo cena e inforno con calma quando i bambini sono a letto. Tagliandolo a fette, rimane morbido (al limite elimino la prima fettina sottile se mi si secca) e ci triviamo tutti bene. Per tutti quelli che il pane non lo mangiano tutti i giorni, il panettiere è un’ottima alternativa, basta andare quando serve (e pure quello un paio di giorni li fa se conservato in sacchetti di carta.
      Per quanto riguarda il macellaio, immagino dipenda dall’attenzione con cui lavora. Il mio ha carta normale e fogli di plastica che aggiunge se serve (e che con me, già sa e non li mette). In realtà pure il supermercato. Ho preso oggi addirittura una ricotta al banco e gli ho chiesto di non mettermela in vaschetta, ma in carta, che a casa l’avrei messa io in una ciotolina in frigo.
      Però, in effetti, può darsi che alcuni supermercati abbiano fogli plastificati, nel qual caso, meglio evitarli. Con un po’ di “impegno” si può portare un proprio contenitore, ma esula dai modi “senza nessuna fatica”.
      Per quanto riguarda i vestiti, sono d’accordissimo e lo dice una vegana che non compra pelle. Io ho ricercato e conosco marchi di scarpe (per esempio), che ricavano il materiale da bottiglie di plastica riciclate, ma ammetterai che in pochi guardano cose del genere. Se uno si è andato a cercare abbigliamento da plastiche riciclate, probabilmente è già a un livello “oltre” i 12 modi per ridurre la plastica senza fatica. Si sta già impegnando attivamente e consapevolmente e non è il target per cui è stato scritto l’articolo. Per quanto riguarda i tessuti naturali non sostenibili, hai assolutamente ragione, ma il post nello specifico, parla del ridurre la plastica, non della sostenibilità in generale che è un discorso ulteriore.
      Il post è davvero pensato per chi non si è mai posto il problema di quanta plastica consuma, che al supermercato sceglie cibi preconfezionati perché sono comodi, che non considera il materiale di realizzazione di qualcosa come un parametro per decidere di comprarlo o meno. Per quella tipologia di consumatori, queste, credo, possono essere delle basi semplici da cui partire per aumentare la consapevolezza degli scarti che che producono. La speranza è che, una volta raggiunta maggior consapevolezza in questo senso, allarghino la visuale a tutti gli altri aspetti della vita che hanno conseguenze negative per il pianeta.

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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