imparare ad andare in bicicletta

7 consigli per aiutare i bambini ad imparare ad andare in bicicletta

27/04/2018 , In: MAMMA , With: No Comments
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La primavera è partita in quarta e visto che ci ha fatti aspettare più del necessario, siamo tutti in crisi d’astinenza di giornate all’aria aperta. Noi quest’anno siamo in piena frenesia da bicicletta e tutte le giornate di festa le stiamo passando su due ruote. Confrontandomi con altri genitori, ho notato come in parecchi si chiedevano come aiutare i proprio figli ad imparare ad andare in bicicletta. Alcuni addirittura erano preoccupati perchè il figlio, o la figlia, a 5 anni non riusciva ancora. Dal momento che è una cosa su cui noi ci siamo concentrati molto, ho pensato di scrivere un post con un paio di “dritte” per rendere il processo il più immediato e il meno stressante possibile.

C’è qualcosa che possiamo fare per aiutare i bambini ad imparare ad andare in bicicletta?

Credo proprio di sì, ma prima di iniziare, ci tengo a chiarire un aspetto su cui insisto sempre molto e che mi sta parecchio a cuore. Non è una gara a chi riesce prima e meglio. Smettiamo di confrontare i nostri figli con cugini e amichetti. Ogni bambino è a sè, come anche lo è ogni famiglia. In ogni casa si instaurano dinamiche uniche che finiscono per velocizzare o rallentare diversi processi.

Mi spiego meglio. Tutti e 4 i nostri figli hanno imparato ad andare in bicicletta intorno ai 3 anni. Decisamente presto, quindi. Questo, però, non perchè siano bambini prodigio, ma più semplicemente per una serie di fattori determinati dalla costellazione famigliare.

  • Io e Lui siamo due sportivi e ci rigeneriamo solo con attività all’aria aperta, quindi abbiamo sempre fatto il possibile per arrivare al più presto a svolgere attività tutti insieme e che effettivamente piacessero a tutti.
  • i bambini sono 4, nati nell’arco di due anni. Sembra un controsenso, ma attività all’aperto sono molto più facili da gestire rispetto all’intrattenerli tutti in casa
  • i fratelli minori, essendo vicini, come età, alle sorelle, hanno imparato spesso per imitazione con molta facilità
  • con 4 figli, noi genitori siamo, per forza di cose, molto poco “apprensivi” e li lasciamo volentieri “allo stato brado”. Questo fa sì che i bambini tendano ad essere piuttosto intrepidi, a tratti scriteriati, ma in ogni caso, non abbiano paura di provare cose nuove.
  • Io, da sola con 4 figli, non ho mai potuto metterli nel seggiolino sulla mia bici. Esistono in realtà dei carrelli da agganciare dietro, ma costano una fucilata e non l’abbiamo mai preso.

imparare ad andare in bicicletta

Ci sono bambini che a 4 anni già leggono.

E’ fantastico e probabilmente sono stati supportati nel processo di apprendimento dalla famiglia. In attività come questa, i miei figli, difficilmente sarebbero potuti essere “pionieri”. Semplicemente perchè in 4, viene a ridursi drasticamente il tempo in cui ci si può concentrare su ogni singolo bambino con qualche attività. Allo stesso modo, i figli di genitori amanti di attività tranquille, intellettuali, o comunque da svolgere in casa, avranno meno probabilità di sperimentare presto attività come l’andare in bicicletta.

Tutta questa pappardella era solo per dire che lo scopo di questo post non è il far vedere quanto ganzi siano i miei figli, ma semplicemente dare qualche spunto, che potrebbe essere utile ad altri, su un argomento su cui mi sento abbastanza ferrata.

Come possiamo aiutare i nostri figli ad imparare ad andare in bicicletta?
  1. Iniziare per tempo facendogli usare una bici a spinta. A partire dai 2 anni circa (ripeto: ogni bambino è per sè, quindi alcuni riusciranno prima, altri dopo…non è un problema), potranno usare quelle piccole biciclette a spinta. Noi le abbiamo trovate utilissime nel processo di apprendimento dell’equilibrio, propedeutico alla bicicletta vera. I bambini hanno i piedi ben piantati a terra, si sentono sicuri, ma imparano esattamente a mantenere l’equilibrio di cui avranno bisogno quando arriveranno i pedali.
  2. Non utilizzare bicilette con rotelle. Qui in molti si spaventeranno. Si ritiene, erroneamente, che le rotelle siano il passo subito prima della bicicletta vera, mentre invece tendono ad essere controproducenti. La cosa difficile, infatti, dell’andare in bicicletta, non è tanto il pedalare, quanto il riuscire a rimanere in equilibrio. La bici con le rotelle insegna a pedalare, ma quando queste si toglieranno, la sensazione sarà di smarrimento, perchè non si è abituati al fatto che la bicicletta non rimane dritta da sola. Sono parecchi i bambini che in questo momento hanno reazioni di rifiuto per via dell’insicurezza data dall’equilibrio precario a cui non sono abituati. In molti ci mettono anni a togliere le rotelle.
  3. Investire, quando possibile, in biciclette di qualità. Questo vale un po’ per tutte le attrezzature sportive che prendiamo ai bambini. Lo so… costano un sacco e abbiamo la sensazione che non valga al pena. Se poi i figli sono più di uno e ci si lancia in diverse attività, si finisce per svenarsi. Il fatto è che, se vogliamo che si divertino davero e che non si trovino inutili bastoni tra le ruote mentre, a fatica, stanno iparando, vale davvero la pena spendere qualcosa di più. Noi abbiamo scoperto le biciclette Woom ormai da qualche anno e non le abbiamo più abbandonate (non mi paga nessuno per dirlo…purtroppo). Sono molto più leggere della media e questo rende tutto più facile; i bambini hanno la sensazione di poterle gestire senza fatica. Ci sono diversi modelli per le diverse età, tutti studiati appositamente per le esigenze particolari dei bambini a cui sono destinate. I materiali sono di ottima qualità e le ruote sono buone per tutti i terreni…sono perfette per buttarsi all’avventura. In Italia purtroppo sono poco conosciute, noi le prendiamo in Austria, la nostra seconda casa, ma so che su Amazon si trovano.
  4. Evitare di fare pressione ai bambini perchè “devono” imparare in fretta. Insistere e spronare accessivamente, magari con paragoni con altri coetanei, non aiuterà i bambini ad imparare prima. Se possibile, al contrario, ritarderà le cose. I bambini che hanno già avuto dimestichezza con la bici a spinta, spesso non hanno molta paura della bicicletta “vera”, ma anche qui la regola non vale per tutti.
  5. Aiutare tenendo il sellino da dietro. Sta a noi genitori dare la sensazione ai bambini, che ci siamo, che li appoggiamo e che se non si sentono ancora sicuri, possiamo tenerli. Noi ci spezzeremo la schiena, ma tenere la bicicletta mentre i bambini sperimentano le prime pedalate, gli darà la sicurezza necessaia. Il modo migliore è tenere il sellino da dietro giusto per controllare che non perdano l’equilibrio, lasciando il più presto possibile la gestione del manubrio a loro. Questo non solo gli permetterà di avere tutto sotto controllo quando arriverà il momento di togliere la mano, ma gli darà anche la sensazione di stare facendo praticamente “da solo”, motivandolo ancora di più.
  6. Spiegategli come si frena, prima di iniziare qualsiasi pedalata. Sembra ovvio, ma presi dalla voglia di pedalare, spesso ci si dimentica di questo “piccolo particolare”. Spiegategli qual’è il freno posteriore e perchè devono usare quello (con quello anteriore rischiano di ribaltarsi); fategli fare qualche prova. Lo spavento di scoprire che non ci si riesce a fermare in caso di necessità, di sicuro non darebbe una mano alla fiducia in sè stessi…oltre a poter e essere decisamente pericoloso.
  7. Assicuratevi di iniziare in una zona tranquilla. Il fatto che voi siate rilassati, è fondamentale perchè i bambini trovino la sicurezza necessaria per imparare ad andare in bicicletta. Cercate una zona al sicuro dal traffico, da scarpate, da fiumi e da qualsiasi cosa possa diventare un ostacolo per un bambino con poca dimestichezza e reazioni lente. Oltre, ovviamente al pericolo di incidenti, non rischierete esperienze traumatiche che metterebbero fine alla voglia di provare. Anche quando avranno imparato, darsi tempo prima di andare in zone trafficate, soprattutto se i bambini sono ancora piccoli. Qualche frenata in ritardo o momento di confusione con i pedali può sempre accadere e non vale la pena rischiare.

imparare ad andare in bicicletta

Spero che troverete utile qualcuno di questi consigli e che questa possa diventare l’estate giusta per lunghe pedalate tutti insieme, come lo è per noi.

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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