abitudini per stare bene

9 semplici abitudini che ogni mamma può adottare per stare meglio

28/02/2018 , In: MAMMA , With: No Comments
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Stress, stanchezza, mancanza di tempo per sè… qualche mamma è con me?
Certo, idealmente non dovremmo stravolgere le nostre abitudini una volta diventate genitori e trovare comunque il tempo per coccolarci. Ho sempre pensato che in fondo, essere felici sia una scelta.

In realtà, invece, non solo stravolgiamo, per forza di cose, le abitudini, ma le abitudini finiscono per stravolgere noi.

Per tanto tempo sono stata convinta che per stare meglio mi sarebbero servite un sacco di cose che non avrei potuto avere, vuoi perchè costavano troppo, vuoi perchè non avevo il tempo o entrambe le cose contemporaneamente.
Più viaggi, qualche spa, tornare a sfogarsi con qualche sport ecc… Tanto valeva imbruttirsi e attendere pazientemente la maggiore età dei pargoli.

Inutile dire che non ha funzionato. Una mamma imbruttita è una mamma frustrata, una mamma frustrata è una mamma stressata e una mamma stressata, frustrata e imbruttita non si sopporta neanche da sola.

Se è vero che la felicità sta nelle piccole cose, quello che non si deve trascurare sono le piccole abitudini. E’ inutile programmare grandi rivoluzioni… non le attueremo.

Ecco quindi  9 semplici abitudini che ogni mamma può adottare ogni giorno per stare meglio.
  1. Rifare il letto

    Lo so, sembra una gran cavolata. Invece pare che rifare il letto ogni mattina porti diversi benefici. Innanzitutto, a fronte di uno sforzo pressochè nullo, otteniamo una gratificazione immediata nel vedere la nostra camera in ordine. Inoltre pare che un’operazione semplice come rifare il letto possa aumentare la produttività durante il resto della giornata, come se partissimo con più grinta. Anche il momento di tornare a letto la sera sarà più piacevole se troveremo un letto ordinato. E “last but not least”, si tratta di un buon esempio per il resto della famiglia… hai visto mai che prima o poi anche i bambini apprezzeranno un po’ più di ordine in camera loro.

  1. Organizzare la giornata e cercare di concludere tutte le faccende davvero importanti in mattinata

    Questo vi darà la dolce illusione di avere tutto sotto controllo e di utilizzare il vostro tempo in maniera efficiente. Non sono mai stata portata per la programmazione e rimane un punto dolente per me; sono una di quelli che trottolano da una faccenda all’altra, sempre di corsa, senza concludere decentemente mai niente. Tuttavia, quelle rare volte in cui, con grande sforzo, raggiungo ciò che somiglia ad un’approssimativa e spannometrica programmazione della giornata, tutto fila incredibilmente più liscio. Se ho cose importanti da risolvere, faccio in modo di ricavare il tempo per queste di mattina. So perfettamente che più la giornata avanza, più voglia e capacità di concentrazione diminuiranno; programmare qualsiasi cosa, che non sia collassare sul divano, per la sera sarebbe un fallimento assicurato.

  2. Programmare i pasti attraverso menu settimanali

    Ho scritto tempo fa un post su come organizzo i menu settimanali e su come quest’abitudine mi alleggerisca di una buona dose di stress. Sapere che non dovrò, giorno per giorno, pensare a cosa cucinare, assicurarmi di avere gli ingredienti in casa e garantire una dieta bilanciata, ha lo stesso effetto di un’ora di yoga.

  3. Concedersi una mini routine di bellezza appena sveglie

    Non voliamo troppo alto. Con “appena sveglie”, ovviamente intendo a metà mattinata, dopo che, una volta buttate giù dal letto dai figli, avrete combattuto per farli vestire, preparato tutte le colazioni, lavato un numero imprecisabile di denti e recuperato i calzini che vostro marito ama distribuire uniformemente tra fondo del letto e pavimento. Arriverà un momento in cui avrete 5 minuti per voi. Prendeteveli! Chiudetevi in bagno (anzi no, lasciate la porta aperta, altrimenti al vostro ritorno vi avranno devastato la casa e la “routine relax” sarà stata vana) e concedete qualche attenzione al vostro viso.
    Quando le aspettative (le vostre intendo), sono nulle, una pulizia delicata del viso e una buona crema antirughe idratante, sono più che sufficienti.
    Bastano pochissimi minuti, ma significano non arrendersi alla sensazione di essere completamente immolate alla causa “mamma”.

  4. Make-up, questo sconosciuto

    Se a questo punto la casa non ha ancora preso fuoco, io azzardo anche un trucco leggero. Il mio, di solito prevede: niente fondotinta e ciprie varie, solo una passata veloce di ombretto sulle palpebra e lungo l’attaccatura delle cilia inferiori e un giro di mascara. Quando ci riesco la giornata svolta. Passare di sfuggita davanti a uno specchio o una vetrina in città e piacermi è sempre una bella sensazione.

  5. Uscire

    Spesso mi chiedono come faccia a trovare la forza di uscire di casa con quattro figli sotto i 6 anni… chi me lo chiede non sa cosa significhi stare in casa con quattro figli sotto i 6 anni! Uscite. Anche solo per un caffè (che vi andrà di traverso) o per un giro al parco. Scoprite che c’è altro nel mondo oltre alla pila di piatti da lavare, chiacchierate con altre persone (preferibilmente over 18), scoprite cosa succede nella vostra città, ma soprattutto, stremate fate sfogare i pargoli.

  6. Work out

    No, andare in palestra o a correre regolarmente non è un opzione praticabile per noi comuni mortali. Ormai però le app che danno una mano per un work out veloce, in casa e senza attrezzi sono infinite. Un paio di anni fa avevo iniziato con Freeletics (versione base gratuita e upgrade, praticamente necessario, a pagamento) ed era davvero ottima, ma se non siete davvero ipermotivate e pronte a soffrire, non fa per voi. Io ho resistito 3 mesi e vedevo già buoni risultati, ma poi ho abbandonato. Ora, essendo ormai rassegnata alla mia pigrizia, ma non all’immobilità, sto usando Virtual Trainer Bodyweight, disponibile per iOS e Android. Mi piace molto perchè è possibile impostare sia esercizi, che ripetizioni, che durata in base alle necessità. Con un allenamento di 15 minuti al giorno copro tutte le fasce muscolari che mi interessano. No, non lo faccio tutti i giorni, anche se questo era il piano originario (ho già detto che sono pigra?), però quando lo faccio mi sento fighissima. E 15 minuti al giorno, andiamo, si trovano se si vuole!

  7. Attenzione alla postura

    Mi è sempre venuto naturale camminare dritta come un fuso. Sarà che da bambina ho fatto ginnastica artistica o forse che semplicemente Madre Natura mi aveva regalato un buon portamento. Con l’arrivo dei figli, però, la principessa che era in me ha iniziato una lenta, quanto inesorabile, metamorfosi verso un uomo di Neanderthal. Il problema è che la nostra postura parla di noi e non solamente a chi ci sta di fronte, ma soprattutto a noi stessi. Sforzarsi di mantenere una postura corretta significa sforzarsi di non crollare, di non arrendersi e di valorizzarsi. Anche quando i capelli e l’aspetto in generale, in effetti, iniziano a ricordare un simpatico neandertaliano, vale la pena sforzarsi di sfidare la metamorfosi alzando la testa e tirando indietro le spalle. Non saranno 4 mocciosi a buttare al vento millenni di evoluzione!

  8. Il bagno, ovvero la spa serale

    Si ripete spesso che con i figli piccoli non si trova nemmeno il tempo per una doccia… ed è vero. Le rare volte in cui ho sfidato la sorte facendomi una doccia con i bambini in giro per casa ho ritrovato un campo di battaglia al mio ritorno. Quando di sera, poi riesco a mettere tutti a letto, la pigrizia la fa da padrona e anche una doccia sembra un’impresa colossale. Un bagno però è ben diverso. Una volta ogni tanto, un lungo bagno caldo e schiumoso è davvero un toccasana

  9. Mettere a letto presto i bambini

    Questa è un’abitudine sulla quale non ho mai sgarrato. A casa mia, alle 20:30 (massimo), cascasse il mondo, i bambini sono a letto. A loro fa bene riposarsi un numero di ore sufficiente e a me fa bene ritagliarmi almeno un paio d’ore di tranquillità prima di collassare. Non che in queste ore io faccia gran chè (a parte il bagno-spa). Leggere un libro, rimbambirmi sui social o anche solo godermi il silenzio è impagabile.

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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