allattare al seno

Allattare al seno. Col cavolo che é naturale

31/01/2018 , In: MAMMA , With: 4 Comments
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Ci hanno fregato. Per anni ci hanno raccontato che allattare al seno fosse la cosa più naturale al mondo.

Non so voi, ma io sono arrivata al parto decisa ad allattare, ma soprattutto, convinta che mio figlio, guidato da Madre Natura, avrebbe saputo come fare. In fondo siamo mammiferi, e da che mondo é mondo, tutti i cuccioli di mammiferi sanno istintivamente come nutrirsi al seno della mamma. Giusto?

Sbagliato. La verità é che i cuccioli di uomo non hanno la più pallida idea di come attaccarsi al seno.

Millenni di evoluzione, buttati al vento. Tu li prendi, li avvicini fiduciosa e loro iniziano a far casino…vanno proprio nel pallone.

Ed é quello il momento in cui le neomemme iniziano a sudare freddo. “Se non lo sa lui come si fa, cosa diavolo ne so io? Mica me lo ricordo come facevo?”

“Beh, non vede ancora bene, forse basta avvicinarlo di piú e l’istinto farà il resto”.

Niente. Bocca chiusa quando dovrebbe essere aperta e aperta quando dovrebbe essere chiusa.

Tutti i genitori sono sicuri dell’intelligenza suprema del proprio figlio, ma questo é uno di quei momenti in cui sarete assaliti da qualche leggero dubbio.

Arriverà l’ostetrica, che guardandovi con un misto di tenerezza, pietà e profondo fastidio, vi spiegherà che l’attacco é fondamentale. Pare pure che dovrete essere voi ad insegnarlo al bambin (premesse quantomeno disastrose). Vi dirà che dovete avvicinarlo bene e appena apre la bocca, sperando che non sia una finta, cacciargli in bocca il capezzolo praticamente fino all’esofago. Avrete l’impressione di maltrattare vostro figlio, altro che conforto nel seno!

Vi dirà anche che se il bambino succhia solo dalla punta, oltre a non stimolare correttamente la produzione di latte, a breve vi farà piangere per le ragadi.

Ora sì che sarete senza dubbio serene, decise e potrete godervi l’inizio della vostra idilliaca esperienza di allattamento.

Vi “eserciterete” per giorni, ma sarete le uniche a farlo…vostro figlio, appena vi distraete un attimo, tornerà a succhiare nel modo sbagliato. E se non vi verranno le ragadi, vi verrà un ingorgo (io sono riuscita a farmelo venire con i miei secondi, quando credevo che 17 mesi di allattamento delle sorelle mi avessero insegnato a sufficienza). Qui vi racconto l’avventura di allattare gemelli

Le storie di quanto l’allattamento sia meraviglioso, estremamente comodo e in fondo, la cosa più naturale del mondo, sono vere…ma purtroppo non valgono all’inizio.

Imparare ad allattare é una mazzata.

Se imposterete un attacco corretto, avrete garantita una sufficiente produzione di latte e non patirete le pene dell’inferno, ma questo processo non ha nulla di naturale. Chi, come me, era davvero deciso ad allattare, le proverà tutte e dopo una buona dose di fallimenti, lacrime e Santi scomodati, ce la farà. Chi invece era meno motivato, quasi sicuramente, a meno che non gli arrivi un figlio particolarmente sveglio (il pane a chi non ha i denti!) che ci penserà da solo, finirà per desistere.

Ho deciso di scrivere questo post perché credo che la paura di non riuscire, una volta scoperto che allattare non é così facile come ci hanno sempre detto, é causa di molti abbandoni. Solo il 30% delle mamme allatta ancora dopo i 3 mesi e non sono solo mamme che hanno scelto di non allattare. Per molte é una decisione sofferta, in tante si convincono di non avere latte e smettono a malincuore.

Credo che se tutte arrivassimo al nostro primo parto più consce del “lavoro” che ci aspetta, invece di sentirci inadatte e incapaci, saremmo preparate e motivate. Praticamente a metà strada per un allattamento sereno.

E l’allattamento, davvero, quando voi e vostro figlio sarete rodati, è un’esperienza meravigliosa…non fatevela rovinare da falsi miti!

 

  1. Guarda, il mio primogenito sapeva come fare e si è attaccato subito bene. Peccato che per il frenulo linguare corto non riuscisse a succhiare in modo efficace e dunque l’allattamento sia stato un fallimento, con accuse a me di essere una incapace e tanti sensi di colpa. Ti dico solo che la storia del frenulo linguale l’ha scoperta la pediatra a distanza di un anno. Con i gemelli, la bimba è partita subito bene, seppur io abbia provato ad attaccarla solo dopo i primi quattro giorni (di latte artificiale per lei) perché presa dal maschietto in TIN e sotto pesanti farmaci. Allattamento misto diventato esclusivo verso i quattro mesi ma terminato a quasi sei, con lo svezzamento. Con il maschietto, non è mai partito: non riusciva lui, non avevo margine per insistere perché doveva prendere peso in fretta ecc. ma, almeno, non me ne sono fatta un cruccio come con il primo Mi bastava stesse bene! Dunque, ben venga il tuo post…sacrosante parole!

      • Marianna
      • 22/07/2018
      Rispondi

      Bravissima! Sono contenta che tu sia riuscita ad allattare anche „solo“ qualche mese. Se é un‘esperienza a cui tenevi (e mi sembra di capire che fosse così), é di sicuro stato molto importante, si per te che per i bambini (allattati e non)!

    • sara
    • 01/02/2018
    Rispondi

    Ammetto a questo punto di essere stata fortunata nonostante i due cesarei (dicono che con il cesareo il latte arriva leggermente dopo). Il primo appena nato e appoggiato al seno si è attaccato con una sanguisuga e non ha mai mollato fino ai 6 mesi quando ho mollato io di allattarlo. Mai avuto gorghi, ragadi o altri problemi. Con il secondo la strada è stata un po’ più faticosa perché non riusciva ad attaccarsi bene, alle volte sì alle volte no. Perciò per non farlo morire di fame tiravo il latte (tiralatte affittato) e glielo davo con il biberon; ogni tanto provavo ad attaccarlo perché imparasse. Beh dopo un mesetto siamo partiti alla grande e pure lui poppava benissimo.

      • Marianna
      • 15/02/2018
      Rispondi

      Bravissima! Se c’è la volontà si è già a metà dell’opera…certo a volte è uno sbattimento 🙂

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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