perché una madre di tanti figli è diversa

Perché una madre con tanti figli è diversa da una con un figlio unico

28/11/2017 , In: MAMMA , With: 6 Comments
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Avere 4 figli piccoli non é facile. Ma non per il motivo che pensate voi.

Non é questione di fatica; anche un figlio solo può sfiancare (vado di immaginazione visto che uno da solo non l’ho mai avuto ).

É che bisogna rinunciare a parte della leggerezza e spontaneità con cui vorremmo crescerli, perché le situazioni non ci sfuggano di mano.

Io di natura sarei una madre piuttosto accondiscendente, forse anche troppo.

Le regole hanno un’enorme importanza nel percorso attraverso il quale nostro figlio diventerà un adulto equilibrato e sicuro di sé. Tuttavia non credo che le regole debbano essere scolpite nel marmo. La flessibilità di riconoscere quando la situazione permette di fare il cosiddetto “strappo alla regola”, é altrettanto importante. Per noi italiani é quasi un modo di essere, e nonostante il caos che porti con sé su larga scala, l’ho sempre considerato sintomo di grande intelligenza.

Sono una mamma molto più rigida, severa e intransigente di quanto non vorrei.

Purtroppo, regole ferree sono l’unico aiuto perché ogni azione familiare non degeneri nel caos.

Camminare per strada, anche in zone a traffico limitato, significa per i piccoli darmi la mano e per le bimbe, camminare davanti a me. L’alternativa é vederli sparpagliati senza la possibilità di averli tutti contemporaneamente sott’occhio.

Un bambino solo, lo lascerei correre in una piazza, gli lascerei il tempo di guardare una vetrina che lo incuriosisce (magari una vetrina la guarderei pure io ogni tanto), giocherei molto di più.

Invece, per la serie “chi si ferma è perduto”, basta interrompere due secondi la camminata, per una stringa da allacciare o per rispondere a qualcuno che non riesce a trattenere una qualche domanda geniale sui gemelli, per vederli schizzare a destra e sinistra.

Sedersi a un bar per bere qualcosa, significa rimanere seduti dall’inizio alla fine.

Permettere a uno di alzarsi, anche solo per spostarsi di posto, equivale a far partire “giochi senza frontiere” tra i tavoli.

Uscire una sera per vedere amici e stare fuori oltre l’orario della messa a letto, non é un’opzione.

Con un figlio solo puoi, al limite, tenerlo in braccio e ritardare il punto di non ritorno oltre al quale si deve scappare. 4 bambini stanchi sono uno spettacolo che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.

Al supermercato non si sono ancora arresi e continuano a chiedermi di poter prendere i carrellini da bimbi, quelli con la bandierina.

Se avessi un figlio solo glie lo prenderei ogni volta (tempo permettendo) e lo farei partecipare alla spesa. I miei 4 invece non l’avranno mai. Di sicuro non nei prossimi anni. Dargli 4 carrelli (perché darlo a uno significa darlo a tutti), non potrebbe finire in altro modo che con loro che sfrecciano tra gli scaffali scontrandosi e gambizzando vecchiette.

Non lo dico per esagerare. L’ho fatto una volta solo con le bimbe, quando i piccoli erano ancora nel passeggino. Dagli errori si impara…mai più.

La scorsa estate sono andata praticamente ogni giorno in spiaggia da sola con i bambini.

Certo, si sono divertiti molto, ma il regime che avevo dovuto instaurare era al limite del militare. Non erano ammessi sgarri alle regole, pena, risalire in macchina e tornare a casa (cosa ovviamente fatta più di una volta).

Quattro figli (tutti vicini d’età e ancora tutti piccoli) si agitano l’uno con l’altro, si distraggono, si passano idee malsane (quelle furbe no, non le impara mai nessuno) e non hanno lo stesso concetto di pericolo o di paura rispetto a un figlio unico.

La conseguenza, se non ci si vuole chiudere in casa, è una mamma dal pugno di ferro e lo sguardo trucidatore…anche se è costretta a fingere. E mi accorgo di quanto mi piacerebbe di più poter mollare la presa, quelle rarissime volte in cui sono in giro solo con uno o due figli. Tutto è facile, tutto è più rilassato e c’è una serenità altrimenti sconosciuta.

Lui, in queste occasioni dice “ein Kind ist kein Kind” (mio marito è austriaco), che in sostanza significa che ad avere un figlio solo sembra di non averne. Sarà eccessivo, ma forse neanche poi così tanto.

  1. Ti capisco. Io con il primo ero molto più permissiva e flessibile, ora con tre tendo alla rigidità. Il risultato sono le lamentele del seienne che ricorda come era prima…solo che diversamente non saprei come sopravvivvere perché so che anche i piccoli cresceranno e fra un anno neppure, se mollerò le regole, rischierò il caos totale!

      • Marianna
      • 22/07/2018
      Rispondi

      Capisco benissimo! Anche io, se mi conosco bene, credo che con uno sarei stata molto permissiva. Uno da solo non l‘ho mai avuto, quindi ho sempre dovuto essere una mamma „d‘acciaio“ 😅😂

    • Sara
    • 17/12/2017
    Rispondi

    Non ti sei ancora sentita dire “ma io non posso mai fare niente!!” oppure “mi dici sempre di NO”?? E’ il seienne che parla ovviamente…Comincia l’età in cui bisogna spiegare tutto…

      • Marianna
      • 19/12/2017
      Rispondi

      Quello per ora mi manca :-). Tra l’altro quest’anno non vanno all’asilo, per cui non hanno molte possibilitá di confronto…credo che siano convinti che sia così per tutti 😉
      Ma so che arriverà…eccome se arriverà…

    • Sara
    • 12/12/2017
    Rispondi

    Ciao! Può darsi che sia diverso con un figlio ma io che ne ho due, di 4 e di 6 anni, adotto il medesimo sistema di regole. Ma credo l’avrei adottato anche con uno solo…è l’unico modo per salvarsi, sperimentato nei due anni di solitudine del primogenito!

      • Marianna
      • 15/12/2017
      Rispondi

      Allora grandissima stima! Io sono abituata ad essere guardata come la madre “generale” che non permette ai figli un sacco di cose che, conoscenti con un figlio unico non comprendono.
      Cone ho scritto, probabilmente sarei stata più accondiscendente (lo sono per natura, mannaggia a me) se ne avessi avuto uno solo, ma mi accorgo di quanto, anche per i bambini in fondo, probabilmente sia meglio così.

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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