il mondo dei gemelli. Gemelli omozigoti

Il mondo dei gemelli tra leggende e realtà

19/03/2018 , In: MAMMA , With: 2 Comments
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Non c’è niente da fare, il mondo dei gemelli affascina. Per quanto sia sempre più frequente vederne in giro, agli occhi di noi ex monopolizzatori di utero, rimangono un mondo misterioso. Come per ogni “mito” che si rispetti, negli anni, i racconti su caratteristiche “speciali”, vere o presunte, dei gemelli, hanno fatto i giro del mondo. Tutti noi abbiamo sentito di storie di gemelli che, seppur separati, si ritrovavano a fare la medesima cosa contemporaneamente. O di altri che avevano la capacità di leggersi nel pensiero. Ma davvero i gemelli hanno poteri quasi soprannaturali di questo tipo?

Piano piano inizio a considerarmi un’esperta in materia, i miei figli, infatti, sono due coppie di gemelli.

il mondo dei gemelli

Due femmine eterozigoti e due maschi omozigoti. Seppur siano ancora tutti abbastanza piccoli (sotto i 6 anni), avendo avuto modo di osservarli ogni giorni in questi anni, ho potuto far luce su molti dei “misteri” che riguardano il mondo dei gemelli. Mi sembra quindi interessante condividere con voi un po’ di curiosità, oltre a confermare e smentire alcuni luoghi comuni.

Innanzitutto chiariamo la differenza tra gemelli eterozigoti e omozigoti.
Gemelli eterozigoti

In realtà, sono come due normalissimi fratelli, concepiti dall’incontro di due diverse cellule uovo con due diversi spermatozoi. Questi gemelli, quindi, non saranno identici, non avranno lo stesso DNA, nè necessariamente lo stesso sesso. Volendo spingere la cosa agli estremi, potrebbero teoricamente avere anche due padri diversi se la madre (particolarmente “vivace”) avesse rapporti con più di una persona in breve tempo a cavallo dell’ovulazione multipla. Giuro, esistono casi verificati, benchè rarissimi; si chiama “superfecondazione”. Uno dei due potrebbe anche avere qualche giorno più dell’altro nel caso in cui l’ovulazione multipla della madre si sia prolungata per diversi giorni. Condivideranno l’utero materno, ma non la cavità amniotica, nè la placenta; ognuno svilupperà tutto per sè.

il mondo dei gemelli. Gemelli eterozigotiil mondo dei gemelli. Gemelli eterozigoti

Gemelli omozigoti

In questo caso, invece, si parla di un unico embrione (creato dall’unione di una cellula uovo e di uno spermatozoo), che per qualche ragione, nelle primissime fasi di sviluppo, si è diviso dando origine a due (o più) entità assolutamente identiche. Stesso DNA, quindi stesso sesso, stesso gruppo sanguigno, stessi occhi, stessi capelli…stesso tutto (impronte digitali a parte…quelle si formano più avanti e non dipendono dal corredo genetico). La finestra di tempo in cui la divisione dell’embrione è possibile, dura pochi giorni. In base a quanto presto l’embrione completerà la scissione, i gemelli omozigoti potranno condividere o meno la placenta (se si divide presto, ogni metà avrà tempo di formarsi una placenta individuale). Nel caso di scissioni iniziate e finite troppo tardi, purtroppo il risultato sarà una separazione incompiuta, cioè dei gemelli siamesi.

il mondo dei gemelli. Gemelli omozigoti

Ma ora veniamo alle curiosità  sul mondo dei gemelli che non vi fanno dormire la notte.
  1. Il fratello maggiore, nei gemelli, è l’ultimo nato

    FALSO. Nel caso di gemelli omozigoti, derivando entrambi da un unico embrione, si tratta di un’affermezione priva di senso. Anche nel caso di gemelli eterozigoti, non c’è modo di sapere quele dei due sia stato fecondato prima. Per ragioni di successione, soprattutto tra le famiglie nobili, c’era l’esigenza di inividuare un gemello maggiore. Si è pensato che quello più all’interno fosse stato il primo ad essere concepito, ma non ci sono basi scientifiche a ragione di questa tesi.

  2. I gemelli sviluppano un linguaggio segreto comprensibile solo a loro

    FALSO/VERO. Dire che sviluppino consapevolmente un vero e proprio linguaggio segreto non è corretto. Tuttavia è molto frequente che due gemelli (nel mio caso è stato così per tutte e due le coppie) inizino a parlare più tardi della media, perchè sentono meno lo stimolo a sforzarsi di comunicare con gli adulti. Questo perchè hanno il fratello gemello, con cui riescono in qualche modo a comunicare in maniera non propriamente verbale e per i primi tempi gli basta. Suoni onomatopeici e altri ascoltati dagli adulti, vengono storpiati e combinati creando un linguaggio incomprensibile ai più, ma con il quale, nel mondo dei gemelli, è possibile comunicare pensieri molto semplici.

  3. I gemelli sono più uniti rispetto a normali fratelli

    FALSO/VERO. Non mi sento di confermare nè smentire al 100% questa “leggenda”. Di sicuro non ci sono basi scientifiche che la sostengono. Posso raccontare la nostra esperienza. Rispetto a questo tema è stato interessantissimo poter osservare due coppie di gemelli di cui una di eterozigoti e una di omozigoti. Nel nostro caso (che però potrebbe essere anche semplice casualità) c’è una grossa differenza nell’unone che si è formata tra le prime e tra i secondi.
    Sofia e Mira hanno iniziato a cercarsi e interagire davvero, nel momento in cui hanno iniziato l’asilo e hanno cominciato ad organizzare giochi per cui serviva un compagno.
    il mondo dei gemelli. Gemelli omozigoti
    Filippo e Florijan, invece, sono stati due calamite da subito. Ho dovuto unire, sul lato aperto, i lettini con le sbarre in modo da creare un lettone quadrato, perchè al mattino li ritrovavo sempre sciacchiati contro le sbarre nella direzione del letto del fratello. Con in letto unito, non importava come li mettessi dentro io, ben prima di gattonare, trovavano il modo di scivolare fino a toccarsi. Tutt’ora vanno a dormire ognuno nel suo letto, ma durante la notte ce n’è sempre uno dei due che migra dal fratello.

  4.  Se uno dei due piange, inizia anche l’altro

    FALSO/VERO. Come anche per il punto precedente sul legame tra gemelli, anche qui non si può individuare questa caratteristica tra tutti i gemelli. Certo, sono cresciuti insieme e ci sono le prove di comunicazioni tra i gemelli già nell’utero materno. Si cercano e si toccano più di quanto non tocchino sè stessi. Tuttavia, il fatto di sentirsi disturbati dal pianto del fratello al punto di piangere loro stessi, credo dipenda dalla sensibilità della singola persona. Nel nostro caso, anche su questo tema la coppia di gemelli omozigoti mostra un legame più forte. Un giorno, mentre uno dei due stava piangendo, l’altro ha iniziato a urlare disperatamente e all’improvviso, tanto che ho pensato l’avesse punto una vespa (eravamo fuori e qualcuna in giro l’avevamo vista). Sono corsa da lui, lasciando l’altro fratello, e ho chiesto cosa fosse successo. “Filippo piange, Florijan piange”. Volevo sciogliermi. Non è mai successo con la coppia eterozigote (se non in casi di “emergenza” in cui tutti piangevano per paura che uno si fosse fatto male davvero), tuttavia, non posso nemmeno dire che i due maschi lo facciano ogni volta che uno dei due piange.

  5. In caso di gravidanza gemellare il parto deve essere tramite taglio cesareo

    FALSO. Le gravidanze gemellari sono trattate per prassi come “a rischio”. Durante i 9 mesi, le visite saranno molte di più rispetto a chi aspetta un solo figlio. Tuttavia non ci sono direttive particolari che indichino il taglio cesareo come necessario. Quantomeno non nel caso dei gemelli eterozigoti, per cui bicoriali-biamniotici (ognuno con la sua cavità amniotica e la sua placenta). Nel nostro caso, mio malgrado, abbiamo avuto due cesarei. Il primo perchè tutte e due le bambine erano podaliche e il secondo perchè i bambini condividevano la placenta e sarebbe stato rischioso nel caso il secondo non fosse stato rapido nel seguire il primo. Tuttavia conosco personalmente due mamme (mie coetanee) che hanno partorito due coppie di gemelli eterozigoti i modo assolutamente naturale.

  6. Esistono donne geneticamente predisposte ad avere gravidanze gemellari

    VERO. Pare proprio di sì. Certo, non sempre, come nel mio caso, a una gravidanza gemellare ne segue un’altra, ma non sono nemmeno un caso isolato. Una curiosità per gli amanti del Guinness dei primati: la donna che ha avuto più figli in assoluto era una tale Valentina Vissylieva, che è arivata a 69 pargoli, con 16 parti gemellari, 7 tigemellari e 4 quadrigemellari.
    Io, nel dubbio, credo che mi fermerò qui.

    Voi conoscete gemelli che riescono a “sentire” il proprio fratello anche a distanza? Raccontatemi qualche storia, mentre io continuo ad osservare i miei nella loro crescita e ad innamorarmene.

  1. Molto interessante questo post: certo, che con due coppie, una eterozigote e una omozigote, maschi e femmine, hai la possibilità di osservare con mano la realtà!
    I miei gemelli, eterozigoti bi bi, maschio e femmina, sono ancora piccoli per poter fare un bilancio, tuttavia se uno dei due piange in modo disperato all’improvviso, l’altro tende ad imitarlo, sono gelosissimi uno dell’altro eppure, se sono entrambi in casa, si cercano sempre. Tuttavia al nido (hanno un anno), non si considerano proprio, hanno gusti e caratteri diversi quanto lo sono fisicamente e di notte ognuno dorme nel suo lettino da sempre. Altrimenti faticano moltissimo ad addormentarsi e si svegliano a vicenda nella notte. Interagiscono combinando insieme pasticci, giochicchiando e….litigando! Staremo a vedere…
    Confermo la possibilità di parto vaginale: per me è stato così. Nell’ospedale della mia provincia (Aosta) e in quello vicino (Ivrea), avevano escluso questa possibilità ma a Torino, visto che erano entrambi cefalici e avevo un precedente parto naturale alle spalle (il mio primogenito), non hanno avuto dubbi. Tu non sarai da Guinness ma due coppie di gemelli, vicini di età, e’ comunque ammirevole!

      • Marianna
      • 22/07/2018
      Rispondi

      Che mondo affascinante quello dei gemelli!! Mi piace tantissimo ascoltare anche le vostre storie!

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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