pane di semola

Pane di semola. La ricetta dei miei ricordi

28/10/2017 , In: CUCINA , With: No Comments
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Ci sono sapori, e spesso sono anche i più semplici, che ad ogni incontro, senza preavviso, accendono un mare di ricordi.

Il più delle volte si trata di ricordi belli. Almeno nel mio caso.

Noi italiani abbiamo una vera fissazione per il cibo e ne andiamo fieri, ma questa capacità dei sapori di accendere la macchina dei ricordi, non é una prerogativa unicamente italica.
Nella mia famiglia multiculturale e multilingue, il ricordo di quando da bambino qualcuno mangiava qualcosa di particolare, é un tema ricorrente nei racconti. Per alcuni é una colazione a base di polenta tostata, per altri panna montata spolverata di cannella, per altri ancora i mandarini di Natale.

Nel mio caso, un posto speciale tra i cibi attiva-ricordi é occupato da un particolare tipo di pane. Saporitissimo nella sua semplicità. Il pane di semola e olio extravergine di olive (rigorosamente ligure).
Mi riporta alle mie estati al mare. Io e mio fratello arrivavamo a Imperia appena finiva la scuola e ripartivamo a settembre quando era di nuovo ora di tornare sui banchi.

Quando ero piccola mio papà aveva una barchetta al porto.

Era probabilmente l’unica cosa che lo convinceva a prendere i 10 giorni di ferie all’anno che si concedeva.

Non era decisament una barca glamour, era un grezzissimo gozzo da pesca poi evolutosi in un piccolo cabinato senza guadagnare nulla in coolness. L’ attrezzatura da pesca era la sovrana incontrastata di tutte le imbarcazioni di mio padre. Voci narrano di due letti sotto coperta nel cabinato, ma non posso confermare. Io, dentro, ho sempre visto solo canne da pesca, ami enormi, pesci finti e scatole di vermi…i letti, se c’erano, erano sotterrati e inutilizzabili.

Però che giornate!

Non si usciva per passare qualche ora in barca e fermarsi in una baia per una nuotata (salvo rare e memorabili eccezioni); si usciva A PESCARE.

Le regole erano poche, chiare e categoriche:

  • Uscita dal porto al più tardi alle 5 a.m. e rientro non prima del tramonto
  • Eventuali pause non sono previste
  • Non verranno forniti ripari dal sole degni di essere chiamati tali
  • Ogni forma di liquido per dissetarsi va dimenticato a casa
  • Chi non vuole stia a terra
Il risultato é che sono sempre state giornate figli-papà…mia mamma non era molto in linea con le regole.

Ci si svegliava alle 4 e dopo non pochi sforzi di self-motivation si usciva. Lungo la strada per il porto ci si fermava dal panettiere per i viveri. Il negozio vero e proprio ovviamente era ancora chiuso, ma dal laboratorio sul retro, il panettiere ci dava brioches, focacce e pane appena sfornati. Il profumo che ci accompagnava fino al porto lo riconoscerei fra mille. Olio d’olive taggiasche, farina di semola e pini marittimi. Prima che la barca fosse uscita dalle acque del porto, la metá dei viveri per l’intera giornata erano immancabilmente finiti e non mi rimaneva altro che sedermi sulla prua a guardare gli spruzzi e cantare Samarcanda.

Si dice che più passano gli anni e più si da importanza ai ricordi…forse é vero. Sta di fatto che ultimamente, alla ricerca di uno stile di vita più semplice, mi sono messa a fare il pane in casa. Averlo sempre fresco e sentire la cucina invasa da quel profumo di pane appena sfornato, sono un incentivo più che sufficiente per un’impastata veloce.

Mi sono riproposta di ricreare quel pane di semola e quelle focacce e ho iniziato a fare diverse prove.

Vorrei potervi dire che ci sono riuscita, invece no. Ci sono andata molto vicina, ma qualcosa mancherà sempre. Sarà che manca l’aria salmastra e il profumo di pini marittimi, sarà che non ho più 7 anni o più banalmente, sarà che in quei panini c’erano badilate di strutto…
Il risultato però é un pane davvero buono, con un inconfondibile aroma dato dalla semola perfetto con il salato e con il dolce.

ricatta pane di semola

 

Se ogni tanto volete provare a fare in casa un pane diverso dal solito, questa è la mia ricetta e davvero vale un tentativo!
Pane di semola all'olio extravergine d'oliva
Ingredienti
  • 350 Gr farina manitoba o 0
  • 150 Gr farina di semola rimacinata
  • 7 Gr lievito disidratato
  • 6 Gr sale
  • 25 Gr olio extravergine d'oliva
  • 1 pizzico zucchero
  • 300 ml acqua tiepida
Istruzioni
  1. Setacciare le farine in una ciotola abbastanza capiente.

    Unire il lievito in polvere e mescolare bene. Aggiungere un pizzico di zucchero, l'olio extravergine d'oliva (io uso olio extravergine di olive taggiasche) e l'acqua tiepida.

    Iniziare a mescolare aiutandosi con un cucchiaio di legno e contemporaneamente unire il sale.

    Appena il composto inizia a compattarsi, trasferirlo su una spianatoia e impastare energicamente con le mani avendo cura di ripiegare l'impasto più volte su se stesso finchè l'avrete reso liscio e omogeneo.

    L'impasto deve volutamente essere piuttosto morbido, ma se continuasse ad attaccare alle mani aggiungete piano piano farina.

    Se siete fortunati possessori di un'impastatrice elettrica, vi invidio molto e potrete ovviamente far fare tutto il lavoro a lei.

    Una volta che avrete un impasto omogeneo, date al pane la forma che preferite. Io trovo comodissimo lo stampo per plum cake, ma se preferite potete dividere l'impasto in tante parti uguali e fare panini tondi.

    Io fodero lo stampo per plum cake con carta forno precedentemente bagnata, do all'impasto una forma allungata e lo poso a lievitare all'interno dello stampo.

    Lasciate lievitare coperto da un canovaccio bagnato (attenzione che non si attacchi al canovaccio quando si sarà alzato!) per almeno un paio d'ore o comunque finchè il volume non sarà più che raddoppiato in luogo tiepido.

    Cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per 25 minuti, mettendolo prima sul ripiano più baso del formo e spostandolo dopo i primi 10 minuti, su quello intermedio.

    pane di semola

Fatemi sapere se l’avete provato e se vi è piaciuto! Potete anche mandarmi le vostre foto nei commenti qui sotto, sono curiosa!

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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