Pogaca. Alternativa veg al panettone per le feste

La mia pogača. Un’alternativa veg al solito panettone per le feste

20/12/2017 , In: CUCINA , With: No Comments
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Quando la nostra famiglia si riunisce per le feste, la cucina è un mix di sapori e tradizioni differenti. Alla tavola imbandita si parlano 3 lingue diverse e anche le ricette che sono entrate a far parte del nostro menu delle Feste, parlano italiano, tedesco e sloveno. Quello che voglio proporvi oggi è la pogača; un dolce tipico dell’area della Carinzia, in Austria. Un impasto simile al pane, seppur più ricco, ripieno di uvette, cannella e zucchero.

La pogača (da leggere pogacia) è un tipico dolce delle feste, che compare sulle tavole nell’area di confine tra Austria e Slovenia. In Austria viene chiamato “Reindling”, ma la mia ricetta arriva direttamente dal maso in alta montagna della Babica (da leggere Babiza, cioè nonna) di mio marito. In quella, come in tante altre zone della Carinzia regnava (e a tratti regna ancora) lo sloveno come unica lingua parlata. Ecco perché sulla nostra tavola arriva la pogača.

Questa è una versione rivisitata in chiave veg della tradizionale pogača.

Come forse saprete, se leggete il mio blog, io sono vegana. In tutta la famiglia, tuttavia, sono l’unica, il che rende l’organizzazione dei menu un po’ più complicata del solito se non si vuole preparare due versioni di tutto. Quando però i miei esperimenti e riadattamenti in chiave veg non sono assolutamente distinguibili dalla versione tradizionale, riusciamo a metterci tutti d’accordo.

Ed è proprio il caso di questa pogača.

ingredienti
  • 500 gr di farina 00
  • 1 bustina di lievito disidratato per pane
  • 25 ml di olio di semi
  • 200 ml di bevanda vegetale a scelta (io di solito uso avena, ma se non avete casi di intolleranti alla soia, andrà benissimo anche quella)
  • 2 cucchiai di yogurt vegetale (come prima, io per ragioni di intolleranze uso quelli di cocco, altrimente vanno benissimo di soia)
  • 1,5-2 cucchiai di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • eventualmente un goccio di Rum (io non amo l’alcool nei dolci e lo salto, ma la ricetta lo prevedrebbe)
  • cannella q.b.
  • zucchero per il ripieno q.b.
  • ca. 500 gr di uvetta
Procedimento

Intiepidire in un pentolino il latte, facendo attenzione che non si scaldi troppo e mettere a bagno in acqua calda le uvette perché si ammorbidiscano.

Setacciare in una grossa ciotola la farina e aggiungere il lievito in polvere. Unire il latte tiepido, l’olio, lo zucchero e lo yogurt (e il goccio di rum se previsto) e mescolare per far amalgamare il tutto.

Impastare a lungo (se avete una planetaria vi invidio molto e potete far fare il lavoro a lei), finchè l’impasto non sarà assolutamante omogeneo.

Coprire l’impasto e lasciarlo lievitare finchè il volume non sarà almeno raddoppiato.

A questo punto potete scegliere la variante più semplice, o quella per le feste, ma cambia solo la presentazione.

Per la versione più semplice, dividere l’impasto lievitato in due e stendere entrambe le parti cercando di dare una forma rettangolare e fino ad uno spessore di un paio di mm. Distribuire su tutta la superficie, uniformemente la cannella in polvere, lo zucchero e le uvette ben strizzate (fino al limite del bordo). Quanti di questi tre ultimi ingredienti mettere, è una questione di gusti, nella nostra famiglia ognuno ha le sue preferenze; io però, se posso darvi un consiglio spassionato da golosa…abbondate! Altrimenti tantovale mangiarsi un panino…o no? E calcolate che l’impasto dovrà lievitare una seconda volta, per cui giù con le uvette e lo zucchero!

A questo punto ripiegare leggermente i lati verso l’interno (per contenere il ripieno che in cottura tenderà a sciogliersi e scorrere fuori) e arrotolare la pasta su sè stessa come a formare un salame (2 salami visto che avevamo steso due rettangoli di pasta). Lasciare lievitare una seconda volta per 30-60 minuti.

Se invece tenete ad una presentazione più ricercata, avrete bisogno di uno stampo per torte a ciambella.

Stendere l’impasto come per la versione precedente, ma in un unico rettangolo e farcire allo stesso modo della versione semplice. Aver cura che uno dei lati del rettangolo sia sufficientemente lungo da permettere, una volta arrotolato l’impasto di fare un giro completo al “salame” all’interno dello stampo per ciambella. Anche qui, far lievitare 30-60 minuti.

Spennellare con un velo di bevanda vegetale e infornare a 180 °C in forno statico (preriscaldato) per 30-40 minuti.

Eventualmente ricoprire di zucchero a velo per la presenzatione.

Curiosità

Si tratta di un dolce, ma, nel periodo pasquale, viene anche usato per accompagnare affettati e durante le feste paesane (Kirchtag) viene servito insieme alla tipica  zuppa di panna acida.

Provatelo perché ne vale davvero la pena e ditemi cosa ne pensate!

 

 

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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