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Se non ora…e tutto inizia così

30/06/2017 , In: MAMMA , With: 8 Comments
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La ginecologa ruota lo schermo verso di lei e osserva…poi osserva ancora…e non apre bocca.

Che è, non ,lo trova? Amica che sta filmando il mio utero, non vorrei disturbare la sua meditazione, ma sa com’è in questi casi, diciamo che mi sta facendo salire una leggera tensione.

“Voglio guardare prima bene io, poi le giro lo schermo”

Voleva essere una rassicurazione?

“È stato un concepimento normale?”

(Piccola divagazione: se siete capitati sul mio blog perché siete in attesa di gemelli, ricordatevi questa domanda e preparatevi a sentirvela porre, più o meno velatamente, da qui all’eternità…la nostra fertilità è un argomento che tira di brutto)

Signora incamiciata, ora non sono più solo i suoi occhiali anni ’80 alla “Jam e le Hologram” a mettermi ansia.

“Sì, perché?” Rispondo.

Guarda lo schermo per la milionesima volta…e ride.
Che caspita ti ridi, dimmi qualcosa!

“Sono due”

E fu così che iniziò la nostra avventura di novelli genitori naïf delle nostre due magnifiche, quanto impegnative, bimbe.

Vi risparmio in questa sede i pannolini, le notti insonni, l’allattamento e tutto il “companatico” che conoscete benissimo anche se di figlio ne avete uno solo (magari ci tornerò in un altro post). Saltiamo a quando, improvvisamente, verso i 15 mesi, le mie due sempre più magnifiche e sempre più impegnative bambine, sembravano diventate grandi.

E quando dico “improvvisamente”, intendo dire proprio da un giorno all’altro…avrei dovuto capire che non sarebbe durata, dicono che noi mamme certe cose le sentiamo..mah.

Comunque dopo balli e canti liberatori miei e di mio marito, ecco che ci illuminiamo!

Probabilmente non nelle nostre totali capacità di intendere e di volere a causa della privazione del sonno, prendiamo una decisione…quale momento migliore per il terzo figlio?! Ormai con le bimbe vediamo la luce in fondo al tunnel e io vorrei prima o poi tornare a lavorare.

Se non ora…(attenzione al titolo del blog, potrebbe svelarvi come è andata a finire).

Abbiamo sempre detto che avremmo fatto 3 figli e visto che i primi due sono arrivati in “confezione risparmio”, non potevamo perdere l’occasione!

Insomma, per farla breve, un paio di mesi dopo ero di nuovo in attesa.

L’ironia di amici e parenti ovviamente si sprecava: “pensa se sono ancora due”, “ a ‘sto punto vi converrebbe che fossero ancora gemelli, così riciclate il passeggino” ecc…

Noi mamme però ce lo sentiamo (non si dice così in giro?!) e io sapevo che era uno solo…e poi dai, non si è mai sentito di due gravidanze gemellari una dopo l’altra, che poi neanche abbiamo gemelli in famiglia!

Finalmente arriva il giorno tanto atteso della prima ecografia e raccontiamo al nuovo ginecologo i precedenti. Ridacchiando, ostentando spavalderia, ci avviamo verso il lettino per l’ecografia. Mi promette che questa volta sarà uno. Beh, non dice proprio “glie lo prometto”, ma dice che le probabilità che siano di nuovo due sono di una su qualche centinaio di migliaio…per me è un po’ come una promessa.

Questa volta lo schermo era ruotato verso di me e io nel frattempo sapevo, per esperienza, che se si vedono due “palline” non sono gli occhioni del pupo.

Appena compare l’immagine, le parole del dottore sono “oh oh…” seguite da una risata mia e di mio marito che aveva un non so che di isterico.

Ma come è possibile? E la storia che noi mamme certe cose le sentiamo?
E adesso chi ci salva?!!
Un altro giro a quei ritmi?!!
Mi rinchiuderanno in psichiatria, non può che finire così!
E poi il passeggino sì, magari si ricicla pure (che poi l’infame dopo 2 mesi ci ha abbandonato), ma la macchina, sticazzi, va cambiata!
Io poi pensavo di provare l’ebbrezza di allattare un bambino senza le urla del fratellino famelico a fianco, o senza dover improvvisare torri di cuscini per tentare goffamente di allattarli contemporaneamente (se abbiamo due tette, saranno ben utilizzabili contemporaneamente!

Certo che sì, ma non si può proprio dire che sia automatico e istintivo. Qui un consiglio che vi salverà nell’allattamento contemporaneo di due gemelli).

Questi e tanti altri pensieri erano nascosti, come in un time lapse, in quella risata isterica.

Due anni prima non avevamo idea di cosa significasse con esattezza aspettare due figli invece che uno, è stata una notizia assolutamente inaspettata, ma accolta con un sacco di positività. Ora era diverso… eccome se era diverso! Pensavamo “abbiamo fatto 30, facciamo 31 e invece ci siamo trovati a dover fare di nuovo 30… e 30 + 30, cribbio, fa 60, non 31!

Poi però, vuoi perché “i figli so’ piezz ‘e core”, vuoi, più verosimilmente, perché gli ormoni hanno iniziato il loro lavoro, sono diventata wonder woman. E a wonder woman 4 figli in 2 anni le fanno una pippa!

Ma sì, due anni senza sonno o quattro, che differenza può fare?!

In due anni esatti siamo passati da 0 a 4 figli andando a tentoni e navigando a vista, ma sapete una cosa? Anche i piccoli stanno per passare il giro di boa dei tre anni (anche per voi i 3 anni sono stati il momento decisivo in cui tutto diventa più semplice e avete iniziato a respirare?) e posso tirare qualche somma.

Credo di poter dire che, non solo siamo sopravvissuti senza la fatica immane che mi sarei aspettata (per la serie “ci si abitua a tutto”), ma abbiamo fatto pure un discreto lavoro!

Ci fermeremo qui. Il nostro contributo alla sovrappopolazione mondiale l’abbiamo dato e non sono interessata a sapere se con un terzo tentativo ne arriverebbero di nuovo due. Comunque spero con le nostre storie di poter dare una sferzata di energia a quelle mamme che pensano di non farcela. È indifferente che aspettino il primo, il secondo, o l’ottavo figlio (che poi quelle che aspettano l’ottavo in realtà sanno benissimo di farcela, sono carri armati). Le paure sono analoghe ma alla fin fine ce la facciamo sempre!

Siamo DONNE e dove non arriviamo noi arrivano i nostri ormoni post parto.

La frase che quasi quotidianamente mi sento ripetere dalle mamme con cui si scambiano due parole è:

“ma com’è possibile che tu con quattro sembri tranquillissima e io sono esaurita con due (o uno)?”.

Gente, se esistesse un esaurimentometro probabilmente verrei rinchiusa! Ho però la profonda convinzione che ci si possa rendere la vita più semplice o più complessa in base a ciò che permettiamo al nostro cervello di dirci. Chi mi conosce sa che sono quanto di più lontano dall’esoterico e dal mistico che ci possa essere, ma ho una certezza (empirica, per carità… ma poi è quella che conta). Un atteggiamento positivo verso noi stesse e ciò che ci succede, può convincerci che tutto sia più facile di quel che in realtà non sia e vivere qualsiasi situazione (notti insonni comprese) con un quel cicinín di leggerezza in più che aiuta tanto…ma tanto!

In questo aiutano davvero tanto le chiacchierate con amici. Se poi sono chiacchierate con amiche mamme altrettanto esaurite, ancora meglio.

Se non ora quattro è una mamma esaurita che con voi chiacchiererà sempre volentieri!

  1. Io con te due chiacchiere, seppur virtuali, me le faccio volentieri!

      • Marianna
      • 22/07/2018
      Rispondi

      😍😍😘 sono felice!

  2. Rispondi

    bellissimo articolo, hai ragione che sappiamo fare tutto ed i nostri ormoni pure! I figli portano a fare scoperte faticose ma fantastiche. A presto, Chiara

      • Marianna
      • 27/02/2018
      Rispondi

      Grazie Chiara! Spesso ci facciamo spaventare da quello che non conosciamo, ma se ci capitiamo dentro scopriamo che le paure in realtà non erano poi così fondate. Un abbraccio

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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