spesa al supermercato con bambini

Spesa al supermercato con 4 bambini. Pianificazione, regole, poi mordi e fuggi.

16/11/2017 , In: MAMMA , With: No Comments
0

Tra tutte le esperienze fuori casa con bambini, la spesa è senza dubbio una di quelle con probabilità più alte di degenerare in un un vero e proprio incubo.

Ho visto cose che voi umani… Che poi lo sapete che nel doppiaggio originale di Blade Runner, la frase è in realtà: “ne ho viste cose che voi umani…”? Frega zero? Non avete tutti i torti, ma per onor di cronaca volevo dirlo.

I bambini tendono a mostrare il peggio di sè  durante la spesa settimanale, portando il genitore inerme ben oltre i limiti dell’umana sopportazione.

Sono furbi ‘sti mocciosetti. Ci mettono un attimo a capirlo che, una volta oltrepassate le porte scorrevoli del supermercato, mamma sarà sotto l’occhio avido di giudizi dell’avventore medio. E il test non si placherà finché la poveretta non avrà dimostrato di essere o miss pedagogia applicata 2017 o una pazza a cui togliere l’affido. Delle due l’una. Le sfumature in mezzo non sono contemplate.

È che essere miss pedagogia ai giorni nostri, sticazzi, non è mica così facile. Anni fa con una sberla ben piazzata all’inizio del reparto dolciumi potevi già indossare la corona, partire con l’ostentato stupore, le lacrime, i ringraziamenti a mamma e papà che ti hanno sempre sostenuta e le ovvietà di rito sulla fame nel mondo. Oggi hanno cambiato le regole.

Devi essere comprensiva, ma ferma: “tesoro, capisco che vorresti tanto questi cereali così carichi di cioccolato da sembrare sul punto di esplodere, ma a casa ci sono ancora quelli grondanti miele e olio di palma che hai voluto l’ultima volta e non te li prenderei neanche se fosse il tuo ultimo desiderio”.

Mantenere un tono di voce pacato, che con le urla di tuo figlio di fianco è un po’ come cercare di recitare “la donzelletta vien dalla campagna” in prima fila a un concerto degli Iron Maiden.

Non cedere ai capricci, ma evitare come la peste la parola “no”.

Non ricorrere a minacce, più o meno velate, ma neanche promettere ricompense per “buona condotta”, che gli esperti (limortacciloro) dicono essere altrettanto diseducative.

Insomma, fondamentalmente sei nella merda fino al collo.

I miei 4 figli sono tutti in età prescolare e, per lo meno quest’anno, nessuno va all’asilo, per cui al supermercato a fare la spesa con tutti e 4 ci finisco abbastanza spesso.

Io per limitare i danni, srotolo la mia lista di regole, corredate da relative minacce (sì, proprio quelle che dentro non si possono più dire) quando ancora siamo nella macchina posteggiata.

  • Non vi prendo 4 carrellini, quindi non chiedetemeli!
  • I piccoli stanno nel carrello. Non si discute. Frega zero se non si può, fin’ora nessuno ha mai avuto il coraggio di venirmelo a dire.
  • Non si corre tra gli scaffali.
  • Nessuno si allontana da me.
  • Non si bucano le confezioni in vaschetta con cellofan.
  • Ognuno può scegliere una e un’unica cosa che vuole mangiare fuori dal supermercato e che mangerà solo se non mi farà uscire eccessivamente dai gangheri.
  • Tutto il resto lo scelgo io.
  • La democrazia è sopravvalutata e comunque,per i prossimi 30 minuti, soppressa.
Il metodo dello spezzare i loro sogni anarchici prima di entrare funziona piuttosto bene. Patti chiari, amicizia lunga.

Devo ammettere che le esperienze veramente traumatiche durante la spesa al supermercato sono state relativamente poche. Certo dipende anche da qual’è il livello oltre al quale si cataloga come “traumatico”…il mio è molto alto.

Appena entrati, nel nostro supermercato, incontriamo il reparto frutta e verdura. Pur pentendomene ogni volta, lascio pesare a loro i sacchetti e schiacciare i numerini della bilancia…operazione eterna ed estenuante. Questo implica che le diverse tipologie vegetali vadano prese a multipli di 4. Pena: “io però ho pesato un sacchetto solo, lei invece 2!!!!!!!!!!!”. La “fortuna” vuole che la nostra dieta sia per un buon 90 a base vegetale, per cui non ci sono mai troppe verdure nel carrello della spesa.

È il reparto in cui ci soffermiamo di più, anzi, per forza di cose, è l’unico reparto in cui ci soffermiamo, dovendo riempire i sacchetti e pesarli. Per il resto della spesa, volteggeremo tra gli scaffali evitando ogni possibile sosta, fonte garantita di idee malsane nei bambini e riempiremo il carrello al volo.

Essendo appena entrati e “freschi di regole”, di solito il problema principale qui non sono i bambini. Sono gli avventori attaccabottone.

Perché si sa, i gemelli ispirano commenti tra i più idioti.

C’è quello classico.
“Che meraviglia, ma sono tutti suoi?” “Sì”
“Oh mamma, poverina!”
“Ma sono gemelli?” “Sì”
“Ma che biondi! Siete italiani?” “mezzi e mezzi”
“E non ha nessuno che la aiuta?” “intende a parte il padre?”

Poi c’è l’ansioso.
“Stia attenta che non si alzino in piedi nel carrello, è pericoloso” “lo terrò presente”
“Si stanno portando in braccio, si faranno male” “fino ad ora sono sopravvissuti” “Guardi che non è uno scherzo badare a 4 bambini!” “non sono la tata, sono la madre. Ci bado da 5 anni e ripeto…fino ad ora sono sopravvissuti”
“Ma non ha paura di perderne uno?” “faccio del mio meglio per evitare questa spiacevole eventualità”

Il groopie.
“Mamma mia, complimenti!” “Sono arrivati così, non è che li ho ordinati…c’entro poco”
“Ho sempre sognato di avere gemelli e invece niente” “eh…”
“Sono uno più bello dell’altro, posso prenderne uno visto che ne ha due uguali?” “…”

Il curioso.
“Ah, gemelli. Chi è nato prima?”
“Ma come mai non sono all’asilo?” “storia lunga”
“Ma arrivati naturalmente?” “sì”
“Avete gemelli in famiglia?” “no”

Insomma, al reparto frutta e verdura so quando entro, ma non quando riuscirò ad uscire.

Se la fortuna mi assiste e riesco a driblare i peggiori, me la cavo con qualche sorriso e qualche risposta al volo. Mezz’ora buona, però, è andata…e i bambini iniziano ad innervosirsi.

Ora non rimane che seguire le voci della lista della spesa (scritta rigorosamente nell’ordine in cui incontreremo le varie cose) e mettersi in coda alla cassa.

La cassa. Altro momento catartico.

Spazi ristretti, per cui anche le manine più corte arrivano ovunque. Cioccolatini a sinistra, caramelle a destra, il tipo davanti che ha dimenticato di pesare l’avocado e da dietro “ma sono gemelli?”

AHHHHHHHHHHHH Fatemi uscire!!!!!!

There are no comments yet. Be the first to comment.

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

follow me on:

Follow

Calendario Post

novembre: 2018
L M M G V S D
« Apr    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Ricerca per categorie

Ricerca per data di pubblicazione

latest from Instagram