Trasferirsi in Austria - prima

Trasferirsi in Austria con bambini #1. Sì, no, perché

27/09/2017 , In: VIAGGI , With: 6 Comments
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Quattro anni fa ci siamo trasferiti in Austria.

Per me è stato un espatrio, mentre per mio marito un ritorno a casa. Lui è austriaco, originario della Carinzia ed è proprio lì che abbiamo scelto di andare.

In tanti mi hanno già chiesto consigli per un eventuale trasferimento in Austria, per cui ho pensato di scrivere un paio di post sul tema.

Oggi cercherò di darvi un’idea su cosa dovete aspettarvi se decideste di prendere “baracca e burattini” e trasferirvi, soprattutto se lo farete con dei bambini. Vi racconterò dei pro e dei contro della vita di un italiano in Austria. Vi farò innamorare di questo paese, o, al contrario, decidere che non fa proprio per voi.

Nel prossimo post, invece, spiegherò a tutti quelli che avessero deciso davvero di spostarsi, tutte le operazioni pratiche che vi aspettano per regolarizzare il trasferimento e avere il massimo dal cambio di residenza.

Ma facciamo un passo indietro, a come siamo arrivati a decidere di spostarci.

Abitavamo a Brunico ormai da diversi anni, nonostante nessuno di noi fosse originario di quella zona. La scelta era caduta sull’Alto Adige perché, dopo laurea ed esame di stato, entrambi volevamo un buon lavoro, ma ai tempi io non parlavo tedesco e lui non parlava italiano; tra di noi si comunicava in inglese.

Il bilinguismo dell’Alto Adige, come pensavamo, ha garantito a tutti e due di trovare in fretta il lavoro che cercavamo.

Siamo stati a Brunico dal 2007 al 2013, con una parentesi (aperta e richiusa il più in fretta possibile) di un anno a Vienna; in effetti potrei parlarvene un giorno o l’altro…ma per farla breve: la vita in una grande città non fa per noi.

Sono stati anni meravigliosi; avevo un lavoro che mi piaceva, abbiamo conosciuto tantissime persone interessanti, molte delle quali sono tutt’ora tra i nostri migliori amici e vivere in mezzo alle Dolomiti era semplicemente magico.

Ho scoperto l’amore per la montagna e gli sport di montagna. Questo soprattutto grazie a due persone incredibili, e ora grandi amici, che il caso ha portato a trasferirsi, poche settimane prima, sulo stesso pianerottolo su cui poi saremmo finiti noi. Se siete amanti della montagna, date un’occhiata al loro sito patitucciphoto, le loro foto sono magiche e un’ispirazione continua.

Il mio cuore, a dirla tutta, è ancora tra quelle montagne. Ma allora, direte voi, perché ve ne siete andati?

Per diverse ragioni:

Nel 2012 sono nate le nostre prime figlie…gemelle (con “prime” intendo proprio dire che poi sono arrivati altri due gemelli…sì, anche io ho fatto quella faccia. Se volete la storia, la trovate nel primissimo post).

In pratica, la mia idea di ricominciare subito a lavorare portandomi il bimbo neonato in ufficio e successivamente lavorare da casa, è stata sbriciolata alla prima ecografia.

La famiglia era raddoppiata e lo stipendio dimezzato…pessima combinazione.

Mio marito, essendo austriaco, aveva in Austria possibilità molto migliori di carriera e guadagno.
L’Alto Adige è meraviglioso, ma anche altrettanto caro.

Non tanto per quanto riguarda la spesa quotidiana, ma fare un progetto di acquisto casa non era assolutamente realistico. Che poi non l’abbiamo mica ancora comprata la casa, nè in Austria, nè altrove…non abbiamo il coraggio di legarci ad un unico posto. Ma questo è un altro discorso.

Mio marito è lui stesso bilingue.

Appartiene ad una minoranza linguistica slovena in Carinzia. Sarebbe stato un grosso peccato privare i bambini della possibilità di crescere avendo non una, ma ben tre madrelingue. Le bimbe hanno infatti poi frequentato un asilo bilingue (tedesco-sloveno) e ora parlano e capiscono tutte e tre le lingue…un gran casino per me che con lo sloveno stento ancora.

La Carinzia è una regione splendida.

Le montagne, pur non paragonabili alle Dolomiti, ci sono, ma ci sono anche una miriade di laghi balneabili con acqua addirittura potabile (magari a distanza di sicurezza dai bambini…).

Avremmo avuto almeno due nonni vicini.

Questo, se devo essere sincera, non rientrava tra i lati positivi della mia personale classifica; nonostante adori i miei suoceri, amo molto di più una certa distanza, sia dai genitori che dai suoceri…funziona tutto molto meglio. In realtà, però, in molte occasioni, aver avuto qualcuno che guardasse i bambini per un paio d’ore, è tornato utile.

Il pacchetto di aiuti economici alle famiglie in Austria, semplicemente non è paragonabile a quello italiano.

Ecco fatto.

Nel 2013 ci trasferiamo ufficialmente in Austria, a Klagenfurt, la capitale appunto della Carinzia.

L’Austria. Che zona scegliere

Il paese, come saprete, è piuttosto piccolo e si attraversa in poche ore, tuttavia, le regioni al suo interno possono essere molto diverse le une dalle altre.

Vediamole velocemente.

Wien (Vienna)
Schönbrunn Belvedere

Belvedere residenza Schönbrunn Vienna Photo by Dimitry Anikin on Unsplash

È la capitale, nonché regione a sè. È senza alcun dubbio il cuore economico, storico e culturale del Paese, che per il resto è piuttosto provinciale (non necessariamente nel senso negativo del termine). La gran parte di quello che succede, succede lì.

Molti degli studenti universitari che vanno a Vienna a studiare, poi decidono di rimanere perché vi vedono molte più possibilità che non nella loro regione.

È una città estremamente multietnica, ed è una fortuna visto che i pochi viennesi sono…come dire…ehm…viennesi ecco.

Città caotica, ma molto verde. L’estate è piacevole, ma in inverno tira un vento gelido.

Meriterebbe un post a sè perché i, ben 23, quartieri (Bezirke) sono diversissimi gli uni dagli altri e vivere nel quartiere giusto è fondamentale per non partire con il piede sbagliato. Magari un giorno entrerò nello specifico…se vi interessa fatemelo sapere nei messaggi qui sotto o sulla mia pagina Facebook.

Niederösterreich (Bassa Austria)
Niederösterreich

Durnstein Niederösterreich

Occupa l’angolo nord-est del Paese (confina con Repubblica Ceca e Slovacchia) e circonda Vienna. Anche grazie alla vicinanza con Vienna, può avere parecchie opportunità lavorative da offrire, diverse sono infatti le imprese che hanno sede in questa regione.

Un aspetto negativo può essere invece la lontananza dal confine italiano…oltre che un accento insopportabile, ma questi sono gusti personali 😉

Burgenland (Burgenland)

È una striscia di terreno pianeggiante che corrisponde al confine est del paese, verso l’Ungheria.

Onestamente non ha moltissimo da offrire, è patria dei vini austriaci ed è amata dai pensionati che cercano piste ciclabili pianeggianti e che non trovano nel resto del Paese.

Steiermark (Stiria)
Graz

Rathaus Graz

Regione centro-meridionale. Il capoluogo, Graz, è la seconda città austriaca per numero di abitanti, il che può renderla interessante per opportunità lavorative.

È anche una città estremamente più vivibile e a misura d’uomo rispetto a Vienna.

Oberösterreich (Alta Austria)

È una delle regioni a nord del Paese. Anche questa economicamente sviluppata, quindi potrebbe offrire lavori interessanti.

Salzburg (Salisburgo)
Salisburgo

Salzburg

È al centro del paese ed è famosa, oltre che per le palle di Mozart (souvenir immancabile per i turisti di Salisburgo), per le sui splendide montagne.Se siete amanti delle Alpi e degli sport di montagna, questa regione, potrebbe fare al caso vostro.

Il capoluogo Salisburgo ospita innumerevoli eventi culturali ed è una città magnifica, ma attenzione agli affitti perché sono tra i più cari in Europa.

Kärnten (Carinzia)
Carinzia Faaker See

Carinzia – Faaker See

Regione meridionale, decisamente la più “mediterranea”, se così si può dire.

Confina con l’Italia (oltre che con la Slovenia) e si sente. Gli italiani sono mediamente ben visti e non è raro trovare persone che parlano la nostra lingua molto bene.

La regione è bilingue tedesco-sloveno, ma in moltissime scuole, vista la vicinanza al confine, c’è la possibilità di avere italiano almeno come lingua straniera.

Come detto, è la regione che abbiamo scelto noi e le ragioni sono state principalmente “sentimentali” (essendo mio marito cresciuto lì) e linguistiche (avendo a disposizione tedesco, sloveno e italiano).

È una zona che richiama moltissimi turisti, per cui se la vostra professione va in quella direzione, potrebbe essere la scelta giusta.

Aspetto non da sottovalutare nelle fredde mezze stagioni è anche la vicinanza al mare, sia sloveno, che italiano; noi facevamo regolarmente gite fuori porta, anche solo in giornata per una parentesi quasi estiva.

Tirol (Tirolo)
Tirolo

Stubaital Tirolo Photo by Christian Löhner on Unsplash

Altro paradiso alpino austriaco. Confina con il nostro Paese al Brennero, quindi con l’Alto Adige.

Come anche la Carinzia, mostra un atteggiamento piuttosto aperto nei confronti degli italiani. Nel capoluogo Innsbruck c’è addirittura una scuola elementare (Volksschule Innere Stadt) che offre classi bilingui tedesco-italiano.

Voralberg

Punta occidentale del Paese. Purtroppo non riesco a trovare una ragione per cui dovrei consigliarvela.

La lingua. Ovvero: se non parlate tedesco dignitosamente (non serve che sia perfetto), lasciate stare

Nonostante ogni regione sia molto legata ai propri dialetti, la lingua ufficiale è il tedesco e dovete conoscerlo. Non è realistico pensare di “buttarvi nella mischia” che tanto in qualche modo sopravviverete…ricordatevi: sono austriaci, non italiani.

In alcune zone, come la Carinzia, troverete molte persone che saranno felici di parlarvi italiano, anche se il loro vocabolario si limitasse a un paio di frasi standard; in ambito lavorativo, però, senza tedesco non avrete possibilità realistiche.

Niente contratto di lavoro, niente residenza.

Il costo della vita

La brutta notizia è che vivere in Austria costa più che vivere in Italia (Vienna e Salisburgo sono in testa come costi), noi avevamo stimato circa un 25-30% in più per quanto riguarda la spesa al supermercato.

Gli affitti invece sono abbastanza simili e si aggirano sui 10,00 € al metro quadro. È un valore medio, ovviamente in centro a Vienna saranno MOLTO più alti e in un paesino dimenticato da Dio su bricchi sperduti, troverete anche a meno.

La bella notizia è che gli stipendi sono più alti…e soprattutto ci sono (che per noi Italiani non sempre è scontato). Non ho mai sentito di proposte di stage non retribuiti perché tanto “fai esperienza”…sì, fai esperienza, ma nel frattempo ti pagano.

L’altra bella notizia è che le famiglie con figli hanno diversi aiuti economici che aumentano all’aumentare del numero dei figli, ma entrerò nello specifico nel prossimo post.

Un’altra voce che inciderà sul vostro budget meno che in Italia è la benzina, che costa circa 0,30€ al litro meno che da noi.

Gli austriaci

La convivenza tra italiani e austriaci non è sempre facilissima. Fidatevi, ve lo dice una che un austriaco l’ha sposato.

È che partiamo spesso da presupposti diametralmente opposti, seguiamo vie divergenti e arriviamo a conclusioni ribaltate.

Gli piace venire in vacanza in Italia, adorano la nostra cucina, amano la nostra solarità, il nostro gesticolare, ammirano il nostro arrabattarsi in qualsiasi situazione…ma solo finché lo facciamo in casa nostra.

Da loro, vogliono che le cose funzionino e da loro funzionano solo se c’è un certo ordine. Se siete tra gli italiani molto…italiani, potreste avere qualche difficoltà di inserimento.

Penso sempre all’esempio delle strisce pedonali.

Da noi, o sei fulmineo, o sei miracolato, o non sta passando nessuno. Non c’è altro modo di attraversare la strada.

In Austria, se nelle vicinanze delle strisce pedonali ti viene il dubbio se attraversare o meno e rallenti il passo, stai sicuro che l’auto che stava arrivando si è già fermata…e a quel punto devi attraversare per forza. Non è un’esagerazione, mi è successo diverse volte.

Io però, da pedone italiano, non mi limito a seguire la regola “sono sulle strisce, ho la precedenza, quindi passo”. Mi viene spontaneo analizzare la situazione e se per esempio sta arrivando un’unica macchina con dietro il deserto del Gobi per chilometri, aspetto, la faccio passare e poi attraverso tranquilla.

Per la fluidità del traffico sarebbe la scelta migliore.

Ecco, a loro la fluidità del traffico non interessa una beata mazza.

Se devi attraversare, si fermano, Non importa quanti gesti tu gli faccia di passare, li fai solo incazzare perché invece di attraversare in fretta gli fai perdere il doppio del tempo…non ripartiranno mai prima che tu abbia attraversato.

Da noi forse il traffico è più fluido nel 99% dei casi, ma c’è quell’1% in cui non ci si intende e il pedone viene appiattito…ecco, loro non vogliono immolare alla causa del traffico fluido quel pedone sfortunato.

Il cibo

No, non è un aspetto da sottovalutare. La cucina tipica è una bomba di proteine animali. Impanata, bollita, arrostita…non importa che cottura ha, basta che sia carne.

Di sera di solito non si cucina e si mangiano eventuali avanzi freddi, o affettati, o würstel…nel caso le proteine del pranzo non fossero state sufficienti.

Dato che il clima non permette una varietà di frutta e verdura paragonabile alla nostra, la cucina tradizionale non conta molta “roba verde” tra le sue ricette. Nei supermercati si trova ovviamente di tutto, ma la qualità e il prezzo di molta della verdura e della frutta che noi utilizziamo maggiormente, non sono invitanti.

Io personalmente approfittavo del fatto di non essere lontanissima dal confine per andare il più spesso possibile in Italia a fare grandi spese. Se vi troverete in zone centrali e sarete stufi dello stinco arrosto con patate, però, preparatevi a spendere 8,00 € per le melanzane mollicce che vi serviranno per la parmigiana.

Il sistema sanitario

Le cure in ambito pubblico sono, salvo poche eccezioni, sempre gratuite, ma per accedervi è necessaria un’assicurazione sanitaria, i cui contributi vengono versati direttamente dal datore di lavoro (in caso di lavoro dipendente) o dal lavoratore stesso (in caso di attività in proprio).

Nel caso in cui un unico membro della famiglia lavori, tutti gli altri verranno automaticamente assicurati sotto di lui e avranno diritto alla totalità dei servizi garantiti.

Se il lavoro viene a mancare, però, passati alcuni mesi in cui si percepisce un assegno di disoccupazione e l’assicurazione sanitaria viene coperta, o si inizia a pagare di tasca propria l’assicurazione (dai 100,00 ai 300,00 € mensili), o non si avrà più diritto ad alcuna prestazione gratuita.

E poi ci lamentiamo del nostro Servizio Sanitario Nazionale!

Il clima

Inutile dirlo: mediamente più freddo (parlo rispetto al nord Italia…per un Siciliano potrebbe essere uno shock).

L’aspetto più pesante non sono tanto le temperature in sé, quanto la lunghezza della stagione fredda, che si può considerare da fine settembre/inizio ottobre fino ad aprile. Insomma, l’inverno è freddo a Milano più o meno come a Vienna, ma quando lungo i navigli milanesi in pausa pranzo si inizia a sedersi volentieri fuori nelle belle giornate, l’Austria è ancora coperta di neve.

Quindi? Siete ancora decisi a partire o non fa per voi?

Penso di aver raccontato gli aspetti più importanti e questo post è diventato lunghissimo!

Se siete così eroici da essere arrivati fino in fondo lasciate un segno! Scherzi a parte, se avete domande o volete lasciare un commento, usate il form qui sotto, sarò felice di rispondere.

E ricordatevi di seguirmi perché se questo post non è bastato a farvi desistere dall’idea di spostarvi oltr’alpe, nel prossimo vi spiegherò passo dopo passo, cosa dovete fare per il trasferimento di residenza perfetto.

    • Irene
    • 16/01/2019
    Rispondi

    Ciao Marianna, intanto complimenti per il blog! Volevo commentare questo post in quanto sono una ragazza italiana (friulana per la precisione) che ha vissuto per circa un anno a Monaco di Baviera.
    Sono partita per la Germania subito dopo la mia laurea e un master presi in Italia, per la momentanea mancanza di lavoro (in ambito sanitario).
    Appunto volevo sottolineare come la conoscenza del Tedesco sia fondamentale, infatti a me è servito un certificato di livello B2 solo per poter essere presa in considerazione ai colloqui di lavoro. Poi appunto il cibo e il clima sono un altro scoglio molto grosso per noi italiani…. gli inverni sono infiniti, gelidi e ricoperti di neve, io vedevo la neve da fine settembre fino anche a fine aprile (e ripeto sono friulana e non sicialiana… ma lo shock l’ho avuto lo stesso!!!!). Per il cibo appunto è tutto come hai scritto tu.. a me mancava tantissimo la cucina italiana.. frutta e verdura erano praticamente inesistenti nella loro quotidianità, nei supermercati costava moltissimo ed era anche di mediocre qualità… A livello lavorativo effettivamente ci sono moltissime possibilità e la paga è quasi doppia rispetto all’italia… però anche gli affitti sono alle stelle quindi alla fine uno deve fare due conti.
    In conclusione appena ho avuto la certezza di un lavoro sicuro in Italia sono ritornata a casa ben volentieri 😄
    Consiglio per chi vorrebbe trasferirsi di tenere in seria considerazione il problema lingua, clima e cibo… perché non sono per niente da sottovalutare!
    Ciao 🤗

      • Marianna
      • 16/01/2019
      Rispondi

      Ciao Irene!
      Grayie mille, sono felice che il blog ti piaccia!
      Sono pienamente d’accordo con te! Spesso si crede che la vita da expat sia solo rose e fiori, invece sono tanti gli aspetti a cui non si pensa e che si scoprono solo una volta partiti.
      Un abbraccio

    • canea
    • 01/10/2018
    Rispondi

    Salve Marianna,
    Il tuo blog capita proprio a fagiolo: a breve sosterrò un colloquio di lavoro in Carinzia e volevo chiederti se ci sono scuole dove insegnino anche l’italiano.
    Abbiamo due bimbi, la più grande terminerà l’asilo a giugno e vorrei potesse continuare lo studio anche dell’italiano a scuola (il più piccolo ha pochi mesi quindi il problema non si pone) anche per non farla sentire spaesata agli inizi.
    Conosci qualche sito dove avere informazioni (parlo tedesco quindi vanno bene anche in lingua)?
    Grazie/Danke im Voraus

      • Marianna
      • 09/12/2018
      Rispondi

      Ciao! Che bella avventura 🥰.
      Dunque, in Carinzia, salvo rare eccezioni, la lingua italiana è inserita come lingua straniera in quasi tutte le scuole. Probabilmente ci sono anche istituti davvero bilingui (con italiano e tedesco quasi allo stesso livello), ma non ne conosco nessuna personalmente. Ho visto questa: http://www.vs-klagenfurt10.ksn.at/index.php?option=com_content&view=article&id=79&Itemid=486
      Noi, essendo in famiglia trilingui (tedesco, sloveno e italiano), abbiamo scelto la scuola bilingue tedesco-sloveno. Hanno anche un po’ di italiano, ma solo come lingua straniera.

      In bocca al lupo!
      Un abbraccio
      Marianna

    • ENZO
    • 02/01/2018
    Rispondi

    Salve, mi chiamo Enzo sono originario di Varese ma vivo da 20 anni in Alto Adige a Merano con la mia famiglia mia moglie e 2 figli, in Alto Adige la vita è diventata troppo cara e stavamo pensando di trasferirci in Austria precisamente in Carinzia e vorremmo aprire un ristorante visto che è il nostro lavoro da anni. Volevo sapere secondo te quale sarebbe la zona giusta per aprire un ristorante italiano? Grazie

      • Marianna
      • 03/01/2018
      Rispondi

      Buongiorno Enzo!
      Comprendo bene la situazione, anche noi eravamo a Brunico prima di trasferirci e il costo della vita in Alto Adige è stata una delle ragioni che ci hanno convinti a partire.
      La Carinzia è sicuramente una buona scelta, hanno simpatia per gli italiani ed è una regione altamente turistica, per cui il bacino degli eventuali clienti andrebbe anche oltre gli abitanti della zona.
      Oltre a questo, la Carinzia è una regione attivissima nell’organizzazione di eventi che richiamano turisti a ondate in determinati periodi dell’anno. Tra le cose che mi vendono in mente su due pieni, ci sono il “Body painting festival” a Pörtschach, l’Ironman a Klagenfurt, il raduno Harley sul Faakersee, il Villacher Kirchtag e il carnevale sempre a Villach.
      La zona precisa credo dipenda molto dal tipo di locale che avete in mente.
      Klagenfut (il capoluogo di regione) è la città più grossa, ma ha anche già diversi ristoranti italiani; tuttavia sono tutti molto simili, pizzeria-trattoria per intenderci. Se la vostra idea fosse qualcosa di diverso, magari più “raffinato”, potrebbe essere il posto giusto.
      I paesi intorno al Wörtersee potrebbero essere molto interessanti, ma i prezzi per un locale sono sicuramente proibitivi (ovviamente però non conosco il vostro budget); lì, sia gli abitanti, sia i turisti, sono mediamente di “classe elevata”.
      A Villach l’offerta invece è molto minore, nonostante sia una cittadina medio-grossa; quando a noi capita di decidere all’improvviso di mangiare fuori (non andiamo alla ricerca di un locale italiano, ma non lo escluderemmo a priori), cerchiamo così a lungo qualcosa che ci piaccia, che di solito superiamo il Wurzelpass e andiamo in Slovenia. A proposito, la Slovenia, per un locale in Carinzia è un forte concorrente da considerare; ha prezzi minori (soprattutto sul pesce) e ottima qualità.
      Comunque a Villach un buon locale italiano ci starebbe bene. Lo stesso dicasi per i paesi intorno al Faakersee, lì vicino.
      La zona di Völkermarkt la conosco meno. Lì un posto interessante potrebbe essere il Klopeinersee che è molto turistico (in estate), ma ovviamente ci sono già tanti ristoranti…anche lì, dipende se avete in mente qualcosa che possa differenziarsi, altrimenti c’è il rischio di finire nascosti dalla massa.
      Spittal an der Drau, mi ha sempre dato l’idea di una città con tanti giovani, forse per via dell’università; se sono un target, potrebbe essere interessante.
      Purtroppo la ristorazione non è il mio campo, quindi non riesco a essere più precisa, ma spero lo stesso di avervi dato una mano. Vi consiglio comunque di prendervi qualche giorno per andare sul posto e farvi un’idea personalmente.
      In bocca al lupo! Fatemi sapere se lo farete davvero, così passo a trovarvi!
      Saluti
      Marianna

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Ciao! Dietro a “se non ora quattro” ci sono io, Marianna.
Milanese di nascita, austriaca di adozione e da poco di stanza a Treviso.
Architetto convertito momentaneamente (?) a mamma a tempo pieno, entusiasta e gran disordinata, con un passato da sportiva e un presente da funambola tra bimbi, casa e la ricerca di equilibri.

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